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Vignola, Castelnuovo e Pavullo. La sfida: tre giorni con smartphone “spenti” per 450 studenti


Vignola, Castelnuovo e Pavullo: sfida a 450 studenti, 3 giorni senza smartphonefoto da Quotidiani localiQuotidiani locali



MODENA. La “Challange4me” ha avuto inizio nella mattinata di ieri per quei 450 studenti modenesi che hanno deciso di testare sé stessi nel rimanere tre giorni senza telefono. I partecipanti, appartenenti a sei scuole suddivise tra Vignola (istituti Paradisi, Levi e Spallanzani), Castelnuovo (medie Leopardi) e Pavullo (istituti Cavazzi-Sorbelli e Marconi), hanno infatti accolto la sfida lanciata loro dal Lions Club della XII zona del distretto 108Tb, patrocinata dall’Ufficio Scolastico Regionale, che li invitava a disattivare i propri cellulari e sigillarli all’interno di una busta creata ad hoc per l’iniziativa.



L’apertura, prevista per domani al termine delle lezioni, segnerà lo spartiacque tra vincitori e non, dato che i giovani resteranno per tutto il periodo in possesso dei propri apparecchi e potranno decidere in maniera autonoma se e quando rientrare nel mondo delle connessioni digitali.





Non sono mancate battute ma anche facce preoccupate tra i ragazzi che, dopo aver compilato un questionario, si sono progressivamente visti sigillare i telefoni all’interno delle buste contrassegnate dal logo del challenge. Racconta Beatrice Brescia, della classe 4E del Paradisi: «Penso che sia un’esperienza molto importante per i ragazzi perché siamo arrivati ad un punto in cui molte persone sono dipendenti ed è un aspetto della società che assolutamente non mi piace e va cambiato». Un’altra testimonianza è stata fornita da Giovanbattista Alessi della 3A dello stesso istituto, che racconta: «Io ero assente quando hanno spiegato il progetto, ma appena miei compagni me ne hanno parlato ho pensato subito di accettare, perché sono dipendente dal telefono ed ho deciso di superare me stesso. Si è molto discusso della sfida, mi è dispiaciuto che abbiano aderito in pochi della mia classe, molti hanno detto che non ce l’avrebbero fatta... vediamo».



Anche alcuni ragazzi dell’Istituto Levi hanno espresso il loro parere sull’iniziativa, come Joana Mumametaj, della 4F: «Io l’ho presa come sfida personale perché sono sempre attaccata al telefono, lo uso per chattare, per guardare Instagram e cose varie che mi rendono praticamente dipendente.



Voglio vedere come reagisco, anche se penso che sarà dura perché sono senza da un’ora e ne sento già la mancanza. Penso che i telefoni stiano rovinando i rapporti tra le persone». Tra i promotori più entusiasti del progetto troviamo sicuramente i docenti, punto di connessione tra gli ideatori dell’iniziativa ed i ragazzi: «Noi facciamo già progetti sulle dipendenze e questa iniziativa è importantissima, perché il cellulare secondo noi potrebbe essere la dipendenza del duemila. - spiega Nicoletta Gualdi, docente di matematica e responsabile dell’educazione alla salute dell’istituto Paradisi - Ci siamo quindi buttati con questo spirito, per insegnare ai ragazzi che la tecnologia è importante però dobbiamo usarla e non farci usare».



«Gli studenti hanno accolto molto positivamente la presentazione dell’iniziativa, si sono iscritti in tanti anche se alcuni si sono ritirati perché i genitori non erano favorevoli - aggiunge Simona Cannazza, referente per l'istituto Levi - Alcuni si sono ritirati all’ultimo minuto, anche la notte prima a mezzanotte nella nostra chat di gruppo su whatsapp...». —