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Terremoto nella Bassa. L’ombra dei Casalesi sulla ricostruzione Quattro società espulse

Quattro aziende escluse dalla white list per il pericolo di infiltrazioni mafiose. È l’ennesimo provvedimento preso dalla Prefettura di Modena a quasi sette anni di distanza dal terremoto per tentare di arginare il condizionamento criminale nella ricostruzione. L’espulsione più eclatante dalla lista di merito è quella di Cavezzo e riguarda Danny Corvino, figlio di Renato. Il ragazzo aveva chiesto un certificato antimafia, ma dall’analisi del Gruppo Interforze e in particolare dalla relazione effettuata dai carabinieri emergono vari presupposti ostativi. Corvino jr ha infatti patteggiato due anni (pena sospesa) per associazione per delinquere e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Nello stesso procedimento erano imputati anche il padre (2 anni e 6 mesi), considerato vicino al Clan dei Casalesi e a Raffaele “Rafilotto” Diana, e lo zio Giovanni, legato a Vincenzo Della Corte, elemento di spicco dei Casalesi e già condannato nel processo “Spartacus”.

I sospetti legami con Diana sono costati l’esclusione dalla white list (per ogni provvedimento è previsto il ricorso al Tar entro 60 giorni dalla notifica) della New Edil di Bastiglia tra l’altro dopo una lunga istruttoria. Anche in questo caso sono i rapporti di parentela a creare diffidenza sulla decisione della Prefettura. Nell’abitazione dove vive Antonio Martino, titolare della New Edil, risulta residente anche lo zio Nicola Nappa, riconosciuto organico al clan dei Casalesi della fazione di Sandokan Schiavone. Il padre Raffaele Martino, pur essendo stato assolto in un procedimento penale in cui erano coinvolti Nappa e “Rafilotto” Diana, viene considerato potenzialmente a rischio. Tanto basta per escludere Antonio Martino, sul cui conto non vi sono controindicazioni, anche se aveva comunicato “erroneamente” alla Prefettura eventuali familiari conviventi.

Le ultime due interdittive antimafia sono invece collegate tra loro e riguardano la Marte di Mirandola e l’immobiliare D’Errico di Finale, società consorelle. In questi casi sono le frequentazioni di un ex socio - Giovanni Piccolo - a portare all’esclusione dalla white list visto che - sostengono gli investigatori - ha comunque continuato ad essere presente in Marte e D’Errico grazie ad un cognato ingegnere che vi lavora. —

F.D.