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Tamponi, caos sui rientri L’Ausl di Modena studia un piano per una nuova ondata


MODENA Ricorda che no, non è necessario “saltare” i giorni di festa, ma lo è prestare massima attenzione. Un appello rivolto soprattutto ai giovani, con un monito chiaro: «Se mancano le condizioni di sicurezza, ovvero la possibilità di stare a distanza, persone che indossano la mascherina e la possibilità di igienizzare frequentemente le mani, beh, allora è meglio andare via e cercare altrove una situazione “migliore”».



In un momento in cui il contagio da Coronavirus sta toccando soprattutto i più giovani, l’attenzione dell’Azienda sanitaria si rivolge ai modenesi che si stanno organizzando per festeggiare Ferragosto. A parlare è Silvana Borsari, direttrice sanitaria dell’Ausl di Modena: «Stiamo lavorando senza sosta - spiega - per tracciare, testare, sottoporre a tampone i cittadini nell’ambito dei vari percorsi di screening, e contemporaneamente ci stiamo preparando all’autunno.



Proprio per questo, chiediamo insistentemente a tutti, dai più giovani fino agli anziani, di aiutarci, prestando la massima attenzione alle misure previste (mascherina, distanziamento, igiene delle mani), per evitare il più possibile che i contagi, che cerchiamo costantemente di tenere sotto controllo, aumentino in maniera esponenziale e arrivino a interessare nuovamente fasce fragili di popolazione».





E proprio per prepararsi al meglio alla stagione che preoccupa maggiormente, l’Azienda ha deciso di anticipare la campagna di vaccinazione antinfluenzale, mettendo allo stesso tempo in campo un piano sulle strutture sanitarie del territorio - secondo la logica di flessibilità della rete provinciale che è già sperimentata con la prima epidemia - che consenta di affrontare un’eventuale nuova ondata.



«Io non mi aspetto che quest’autunno si torni alla situazione di febbraio-marzo - riprende la direttrice Borsari - da una parte perché abbiamo fatto tanti sforzi per contenere la diffusione del virus, che ora si sta presentando con una carica virale molto inferiore, e dall’altra perché abbiamo imparato a trattare la patologia. Detto questo, oggi nessuno sa cosa succederà nei prossimi mesi, e dunque quello che possiamo fare è alzare le difese il più possibile».



Pensando ai drammatici mesi passati, la direttrice sanitaria fa notare che «siamo rimasti talmente scottati da quello che è successo, che oggi siamo quasi paranoici nell’organizzare le difese contro questa malattia: anche per questo, considerando che tra l’autunno e l’inverno ci sarà una sorta di convivenza di Coronavirus e influenza comune, è fondamentale che le persone si vaccinino, in modo da ridurre il più possibile i ricoveri per influenza. In sostanza, gli ospedali possono resistere solo se il sistema “fuori” funziona».



E se per avviare la campagna antinfluenzale è stato acquistato circa il 20% in più di dosi, in questi giorni ci sarà da affrontare anche il tema dei tanti modenesi che rientreranno dai quattro Paesi europei a rischio, ovvero Spagna, Grecia, Malta e Croazia. ».



A questo proposito, quella di ieri è stata una giornata decisamente caotica sulle nuove norme: l’impressione iniziale, confermata anche dalla direttrice Borsari, era che i cittadini che rientrano dai quattro Paesi a rischio dovessero mettersi in isolamento in attesa di essere chiamati per il tampone, ma nel pomeriggio, dopo un chiarimento con il governo, l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini ha spiegato che la quarantena non è necessaria: «Non si prevede l’isolamento fiduciario della persona né per quanto riguarda il periodo di attesa per essere sottoposto a tampone - queste le parole dell’assessore dopo il confronto con il ministro Speranza - né per quanto riguarda l’attesa di ricevere l’esito del test». —









 


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