Modena.press

Tutte le notizie su Modena e dintorni

Cerca e leggi le ultime Notizie su Modena, Emilia Romagna e dintorni via Rss

News dai principali organi di informazione in costante aggiornamento

Serramazzoni L’ultima sforbiciata del barbiere Gianni

la storia



Il nuovo anno ha lasciato Serra senza barbiere: dal 1° gennaio l’ultimo rimasto ha chiuso i battenti e in centro il locale al 58 di via Giardini Nord è desolatamente vuoto. Dopo la chiusura della barberia Schianchi in piazza della Repubblica, questa era l’unica sopravvissuta, rifugio degli affezionati del “barba e capelli” vecchio stile. Ma alla fine Gianni Tomei, a 67 anni, ha dovuto rassegnarsi all’idea di appendere al chiodo rasoio e forbici, non senza un’onda di emozioni al ricordo di una vita di lavoro da record.

Sì, perché lì dentro è stato protagonista di un’attività ininterrotta durata la bellezza di 50 anni e 8 mesi. Aveva cominciato nel febbraio 1969 come aspirante, e poi da maggio come apprendista effettivo, di Americo Casolari. Le cose andarono così bene che già nel 1973, dopo la naja passata a Udine sempre a fare barba e capelli, fu preso come socio diventando artigiano barbiere. A fine 1985 Americo lasciò, e così dal 1986 Gianni si ritrovò unico titolare. E tale è rimasto fino a martedì: 33 anni in bottega a fare tutto da solo, «dalle 7 alle 21, a volte anche fino alle 22 per venire incontro a chi tornava da lavorare tardi - precisa Gianni - con qualunque tempo e a volte anche non nel pieno della forma, ma la bottega doveva andare avanti lo stesso. Sempre lì anche alla domenica mattina: di giorni di ferie ne avrò fatti 3-4 all’anno, se li ho fatti. Bambini, ragazzi, adulti, anziani: ho servito tutti, cercando di farlo sempre al meglio».

SCHERZO E RICORDI

L’ultimo cliente, la sera del 31 dicembre, è stato l’amico Telesforo Gianaroli, a cui ha fatto la barba documentata in foto... «Non è andata benissimo con quel rigaccio rosso che mi ha lasciato sulla guancia col suo rasoio: poteva chiudere anche meglio la carriera» scherza Telesforo. Perché poi a guardarci bene, quel rigo è un po’ troppo rosso: frutto non di taglio ma di un gessetto colorato, con cui si è voluta fare per la clientela una goliardata d’addio. Un sorriso, per alleggerire un po’ la malinconia.

«Era arrivato il momento di fermarsi - ammette Gianni - un po’ per l'età, un po’ per le tante giornate di lavoro alle spalle, e molto per lo scontrino elettronico entrato in vigore dal 1 gennaio. Io ho sempre fatto le ricevute fiscali, dovere cambiare tutto alla mia età... Non me la sono sentita, sapendo che prima o poi comunque avrei dovuto smettere».

Mentre fa su le sue cose nel borsone, passano per le mani vecchie macchinette tosatrici a mano usate fino alla fine degli anni ’70, una delle primissime macchine elettriche con cui i tedeschi nel ’43-’44 tagliavano i capelli ai soldati. E un altro cimelio del ’46: un rasoio con manico d’osso e impresso sulla lama il nome del celebre arrotino modenese Alberto Stanzani.

«Sì, un po’ di groppo in gola viene - ammette Gianni - pensando a tanti volti passati di qui, a tante chiacchierate, risate. Anche a qualche parola di conforto scambiata nei momenti difficili. Perché la mia barberia è stata un po’ come una famiglia: a tutti il mio grazie per i momenti vissuti insieme».

Uno sguardo alla foto dell’adorato nipotino Leonardo alla parete. E l’ultima speranza: «Io sono ancora in affitto fino ad aprile, anche se tengo chiuso: se qualcuno si facesse avanti per prendere in mano l’attività, son convinto che la clientela ci sarebbe. E io qualche dritta la darei volentieri». —


Modena.press condivide questi Contenuti utilizzando una Licenza