Modena.press

Tutte le notizie su Modena e dintorni

Cerca e leggi le ultime Notizie su Modena, Emilia Romagna e dintorni via Rss

News dai principali organi di informazione in costante aggiornamento

Secchia e Panaro, la rabbia sugli argini: «Casse poco utili se non puliscono»


Panaro, Tiepido, Secchia: da una parte all’altra della provincia è stato un sabato di ansia e paura ma anche di generosa mobilitazione. Ancora una volta la popolazione non si è fatta cogliere di sorpresa e ha seguito le criticità - quelle nuove e quelle solite - con grande attenzione lungo i due fiumi dei quali conoscono tutto, anche fragilità e trascuratezze.



«Non servono argini e casse se non si draga il fondo del fiume e lo si pulisce» ripetono ancora una volta. Sant’Anna di San Cesario è rimasta sotto i riflettori per tutta la mattina ma le due ore che ha passato fino a mezzogiorno sono state tese. Non tanto per il centro abitato: si trova lontano dal Panaro e le due aree golenali che lo proteggono non sono andate sotto, come è successo dalla parte opposta verso la Scartazza e la Fossalta. Nelle strade vuote gira un mezzo della polizia locale che col megafono annuncia la situazione a rischio e dà i numeri di telefono per le emergenze.



«Facciamo il giro di tutte le strade abitate per avvertire i residenti», spiega uno dei vigili in sosta al Ponte Sant’Ambrogio chiuso. Chi è fuori casa, a Sant’Anna, passeggia sull’argine. «Non sono preoccupato per il paese - dice un uomo col cane - ma per la cassa d’espansione. Era molto carica di acqua: non si smaltiva il flusso. Impressionante». «Ci sono troppi rami e arbusti che la ostruiscono - spiega un vicino - il tecnico col giubbino arancione dice che ora ha iniziato a defluire con regolarità», conferma, indicando un puntino colorato alle paratie ancora lontane.



«Non ci sono più criticità - confermano due volontari della Protezione civile - alle paratie tutto pare risolto». Lungo l’argine si forma in fretta una fila contraria: la gente torna a casa per il pranzo, sollevata ma in allerta. «Dai che è la solita montatura!», ci scherza su un agricoltore suscitando risate. Situazione opposta dall’altra parte del Panaro.



La zona golenale dal retro del ristorante Riverside fino a stradello Romano, sul lato destro della via Emilia venendo da Bologna, ha passato una mattina da incubo. È stato un allagamento dietro all’altro con fontanazzi che gettavano acqua e pompe che la risucchiavano. Racconta Elisa Lancellotti, titolare de Il Roseto, il B&B tutto allagato: «Per fortuna non c’erano clienti e siamo sopraelevati ma nel B&B l’acqua è entrata. È stato un allagamento talmente improvviso che mio marito, che era in giro, è rimasto bloccato sulla via Emilia. È dagli anni 70 che c’è la cassa di espansione di Sant’Anna ma un allagamento così veloce non l’ho mai visto, almeno dal 1966».



Tutta l’area fino alla Fossalta è allagata ma solo sul lato fiume. Evacuate le poche case nell’area golenale vicino al ponticello dell’argine interno. Stessa scena poco dopo a Campogalliano. L’area critica è quella solita: via Barchetta.



Attorno alla storica trattoria c’è un viavai di vigili del fuoco e Protezione Civile mentre il sindaco Paola Guerzoni rassicura: «Abbiamo avuto una criticità in via Madonna (un residente è stato portato via in gommone dalla casa isolata) e qualche problema serio qui su un argine, ma nessun evacuato». Il titolare della trattoria Giovanni Ronchetti è tranquillo: «Ho appena montato una sponda speciale fabbricata da una ditta di Soliera, l’argine è rinforzato, c’è sorveglianza: questa volta tutto dovrebbe andare bene». I vicini sono meno tranquilli. La cantante modenese Sandra Cartolari sta portando tutto su al primo piano con alcuni amici: «Qui al piano terra è rimasto solo il pianoforte: è sigillato su un tavolo. C’è una rottura nell’argine posteriore alle case, temiamo un nuovo 12 dicembre». Parole analoghe da Luciana Frigieri, pensionata che segue il fiume da 60 anni: «Hanno trovato un foro nell’argine ad altezza terra. Sì, abbiamo paura. Qui non risolvono i problemi».