Modena.press

Tutte le notizie su Modena e dintorni

Cerca e leggi le ultime Notizie su Modena, Emilia Romagna e dintorni via Rss

News dai principali organi di informazione in costante aggiornamento

Savignano, il caso dell'autosalone fantasma: «La truffa dell’auto era perfetta Ho pagato tutto, sono rovinata»

SAVIGNANO. Sono salite a una quarantina le denunce recapitate per conoscenza alla caserma dei carabinieri di Savignano contro la più che presumibile truffa organizzata dalla concessionaria Auto Zentrum. La rivendita ha aperto e chiuso in appena una decina di giorni, raggirando diversi clienti che avevano già depositato una caparra o addirittura pagato l’intero costo della vettura.. Il meccanismo lo ha raccontato una donna che vive in provincia di Varese e che ora cerca altre vittime per dare forza alle indagini e puntare ad una azione cumulativa.

«Ho visto l’annuncio di una Toyota Ibrida Chr on line - spiega - Il prezzo era ottimo: nuova costa circa 30mila euro, a noi è stata proposta una vettura di appena sette mesi a 17300 euro. Era il sogno di una vita. Ho quindi preso contatti con il numero indicato e ho parlato con un tale Paolo. Auto Zentrum è una concessionaria, non un privato e quindi non ho inizialmente pensato si trattasse di una truffa. Il lunedì, due giorni dopo il primo contatto, ho quindi preso appuntamento e sono arrivata a Savignano insieme ad un meccanico di fiducia e al mio ex marito. L’auto era lì, ce l’hanno anche fatta accendere ma non provare perché, con la scusa dell’asfalto bagnato a causa della pioggia, non volevano sporcarla. Abbiamo stipulato un regolare contratto che ho depositato ai carabinieri».

E quel contratto effettivamente esiste, è stato addirittura registrato tanto che il numero di telaio rimanda all’acquirente.

«Ho versato 7mila euro in contanti, i risparmi di una vita. Ci hanno fatto un ulteriore sconto di 300 euro, garantendoci la consegna a domicilio gratis. L’indomani della caparra sono iniziate le telefonate, in cui invocavano un bonifico per velocizzare la consegna del mezzo. E così, facendo un impegno in banca, abbiamo pagato altri 10mila euro. Ma giovedì la Toyota non è arrivata, al telefono non rispondevano più e neppure ai messaggi. Ho trovato Paolo che, fingendo la febbre, mi ha promesso di sistemare tutto, dicendo che tutto sarebbe arrivato al sabato. Ho iniziato a dubitare e alla data definita ho richiamato Paolo che ha sostenuto come Sandro Onorato (l’affittuario dei muri, ndr) fosse sparito con le auto e i soldi».

La corsa in banca per capire a chi erano stati bonificati i 10mila euro ha solo confermato il sospetto: il conto corrente era stato aperto una settimana prima, presso un istituto primario, giusto per organizzare la truffa. —

F.D.