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San Donnino. Caso Italpizza, tornano le proteste davanti allo stabilimento. Strada Gherbella chiusa


MODENA. Tregua finita. È trascorso oltre un mese dagli accordi siglati in Prefettura a Modena sulla vertenza Italpizza ma nulla sarebbe cambiato e l’azienda, stando a quanto raccontano sindacati e lavoratori, non avrebbe rispettato nulla di quanto pattuito in quella sede.



E ieri, dopo l’assemblea dei lavoratori iscritti al sindacato Si Cobas, sono ripresi sciopero e proteste davanti allo stabilimento di San Donnino contro la sfruttamento degli addetti da parte delle due cooperative Evologica e Cofamo, che hanno in appalto la lavorazione delle pizze surgelate all’interno di Italpizza.



Proteste che sono riprese nella mattinata del 22 gennaio, con qualhe tafferuglio, nel corso del quale un operaio ha riportato dlele contusioni per le quali è stato costretto a ricorrere alle cure mediche.



In Italpizza lavorano un migliaio di addetti: 110 impiegati e circa 850 operati che si occupano della produzione. Tutti questi 850 lavoratori sono dipendenti delle due coop appaltatrici, nessuno di loro dipende da Italpizza. Un meccanismo altamente redditizio per l’azienda di Cristian Pederzini



. La settimana scorsa della vicenda si è occupato anche il Parlamento con una risposta all’interrogazione di Stefania Ascari, del M5S, in cui sono state evidenziate gravi irregolarità che sarebbero state commesse da coop impegnate all’interno di Italpizza.



Ieri la manifestazione di protesta, controllata da agenti della Digos, non è degenerata ed è sempre rimasta sotto controllo. Nella mattinata del 22 gennaio gli operai oltre al picchetto hanno chiuso strada Gherbella, costantemente tenuti sotto controllo dal reparto mobile di Bologna



Ieri scadeva il termine, come stabilito nel summit in Prefettura, per il reintegro di alcuni addetti che erano stati trasferiti: sono rientrati 12 dei 13 lavoratori coinvolti, 8 lavoratrici in particolare.



«Ma dopo essere stati assunti e aver lavorato dieci anni alla farcitura delle pizze, ora queste persone sono state spedite a lavare le vetrate vicino al tetto a 10-15 metri di altezza», ha detto Marcello Pini del Si Cobas.



«Un’altra cosa molto grave - aggiunge Pini - è che due lavoratori sono stati sospesi da Cofamo, un preludio al licenziamento, solo perché sono due nostri delegati sindacali e la cosa incredibile è che non viene comunicata la benché minima motivazione. Noi ora stiamo attendendo una risposta dalle tre aziende per un incontro in cui ci si possa confrontare e la protesta continua fino a quando questa risposta non arriva. Voglio sottolineare che non rispettando gli accordi sottoscritti, e anzi peggiorando le condizioni dei lavoratori, queste aziende non solo stanno prendendo in giro noi e i lavoratori ma anche la Prefettura e le istituzioni coinvolte nella vertenza».



Ieri sera Italpizza spa ha diffuso una nota in cui «lancia un appello alle istituzioni affinché garantiscano la continuità dell’attività dell’azienda, che da mesi subisce un continuo attacco, strumentale e ingiustificato, da parte di un esiguo gruppo di soggetti del sindacato Si Cobas, per la maggior parte non impiegati nel sito, riuniti all’ingresso impedendo il libero accesso e causando il blocco di persone e merci».—