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Rogo in discarica, paura per la colonna di fumo nero. Arpae: "Risultati rilevamenti entro tre giorni"


MODENA. Incendio devastante alla discarica di via Caruso. Erano da poco passate le 18, ieri, quando tre esplosioni consecutive, provenienti dall’imponente catasta di rifiuti ingombranti sotto un grande capannone, hanno spaventato i residenti vicini e i volontari del centro fauna selvatica Il Pettirosso, che confina con la discarica.



I rifiuti andati a fuoco sono “urbani non pericolosi”, come si legge all’ingresso dell’area che delimita il capannone bruciato. Tuttavia, come testimoniano alcuni addetti impegnati nelle operazioni di sgombero, si trovavano anche rifiuti di plastica nel gigantesco cumulo da cui sono scaturite le esplosioni. A preoccupare i cittadini, non soltanto di Modena, ma anche della Bassa, è stata soprattutto la gigantesca nube nera che si è alzata verso l’alto dopo le prime fiammate, altissime, divampate dal capannone. Sul posto sono intervenute sei squadre dei vigili del fuoco, da Modena, Bologna, Sassuolo, che hanno subito delimitato il perimetro dell’area, i carabinieri del nucleo forestale, la polizia, la municipale, l’Arpae per i controlli sull’impatto ambientale. Le operazioni di spegnimento sono durate tutta notte. Si sono sentiti a più riprese altri boati dopo i tre iniziali e l’incendio riprendeva nuovamente vigore. Si indaga per risalire alle cause: non si esclude la matrice dolosa.



I vigili del fuoco: "Ancora lavoro per l'incendio: brucia anche plastica"foto da Quotidiani localiQuotidiani locali



Le rilevazioni istantanee disposte da Arpae non hanno rilevato concentrazioni di sostanze inquinanti diverse dal solito. «Siamo stati chiamati da un cittadino allarmato dalla nube nera - spiega Stefano Forti, direttore Arpae di Modena e Ferrara - Le prime misure con gli analizzatori istantanei intorno all’impianto non hanno rilevato inquinanti diversi dal solito perché la colonna di fumo si è dispersa verso l’alto, grazie al meteo. Abbiamo posizionato, però, un sistema di campionamento di lunga durata nelle zone abitate tra Modena e Nonantola: darà i suoi esiti tra due o tre giorni. Oltre a un campionamento ad alto volume, a sud di Modena, per campionare le polveri su cui cercare diossina e Ipa».



Hera, responsabile dell’impianto, fa sapere che le fiamme hanno interessato la porzione del sito «dove vengono collocati materiali ingombranti derivanti dalle stazioni ecologiche, dunque rifiuti urbani non pericolosi».



«Abbiamo sentito i boati e dato l’allarme - aggiunge Piero Milani del centro fauna selvatica Il Pettirosso - Subito c’è stata grande preoccupazione e sei linci dal progetto europeo di conservazione della specie, gli animali del centro più vicini alla zona dell’incendio, si sono spaventate. Sono arrivati 20 tra volontari e veterinari, che ringrazio. Ci hanno assicurato che la situazione è sotto controllo. Un paio di anni fa, d’estate, si era verificato un episodio di autocombustione nella stessa discarica».



In alcuni centri abitati tra Bomporto e Camposanto, inoltre, tra i gruppi di controllo di vicinato è circolata la raccomandazione di chiudere le finestre in via precauzionale. —