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Riepilogo meteo mese di maggio a Modena e Reggio Emilia

L’allentamento delle restrizioni per COVID-19 ha portato ad una ripresa delle frequentazioni nella stazione storica dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” (DIEF) di Unimore, sebbene – per ora – limitatamente agli addetti ai lavori. La strumentazione, tuttavia, è stata sempre operativa per tutto il periodo consentendo di tenere costantemente monitorati i parametri meteorologici oggetto delle rilevazioni che si fanno ormai da 190 anni da questa postazione sita nel cuore della città di Modena sul torrione orientale del Palazzo Ducale. Con gli anni comunque a questo punto di raccolta dati si sono aggiunte altre 3 postazioni ubicate rispettivamente nella periferia di Modena presso il Campus universitario di Ingegneria, nella periferia di Reggio Emilia presso il Campus universitario San Lazzaro e nella foresta di Karen nella Costa Rica.


Il mese di maggio 2020 – secondo i dati forniti dagli esperti dell’Osservatorio Geofisico Luca Lombroso, Sofia Costanzini, Francesca Despini – presenta molte differenze rispetto al maggio 2019, che tutti ricordiamo per la notevole quantità di precipitazioni (ben 241.8 mm) e le basse temperature (T media 16.2°C).


Dopo il mese di aprile, anche per il mese di maggio si conferma nuovamente l’andamento “in salita” delle temperature e la scarsità di precipitazioni che continua dal mese di gennaio.


Vediamo nel dettaglio i parametri misurati innanzitutto per la stazione storica di Piazza Roma a Modena. La temperatura media mensile di maggio è risultata pari a 19.9°C, con una anomalia positiva di 1.2°C rispetto alla media della serie calcolata sugli anni 1981 – 2010. Il maggio 2020 raggiunge così la posizione del 14° mese di maggio più caldo della serie storica ripresa dal 1860 ad oggi. Le temperature hanno oscillato tra un minimo di 11.4°C e un massimo di 30°C.


Il dato che maggiormente desta preoccupazione è la scarsa quantità di precipitazioni cadute in questo mese: solamente 15.3 mm di pioggia contro una media mensile attesa di 61.0 mm calcolata sulla serie 1981-2010: dodicesima posizione per quanto riguarda i mesi di maggio più asciutti.


Allargando l’orizzonte temporale ai primi cinque mesi del 2020, ossia da gennaio a maggio, la situazione risulta ancora più critica in termini di precipitazioni. Solo 98.7 mm di pioggia sono caduti da gennaio ad oggi e, dal 1860, si registrano solo altre due annate in cui i primi cinque mesi dell’anno sono stati più siccitosi: il 1981 con 88.5 mm e il 1952 con 91.2 mm.


Una curiosità sulle ore di sole, o eliofania assoluta, misurate nella stazione del Palazzo Ducale di Modena per il maggio 2020: sono state ben 261.2 ore, che, rispetto al massimo soleggiamento che possiamo aspettarci per maggio, ne rappresentano il 64%. “Tante belle giornate con scarsa nuvolosità – commenta Francesca Despini dell’Osservatorio Geofisico Unimore – quindi hanno reso il maggio 2020 un mese sicuramente piacevole per le prime passeggiate post lockdown”.


La stazione Modena Campus DIEF ha registrato una temperatura media i 18.8°C spaziando tra una minima di 7.2°C e una massima di 31.2°C.  Le precipitazioni mensili sono state pari a 22.9 mm di pioggia.


Dati analoghi anche per la stazione di Reggio Emilia, con una temperatura media di 19.1°C, una temperatura minima uguale a quella di Modena Campus ovvero 7.2°C ed una temperatura massima di 31.3°C. Minore in questa stazione il dato delle precipitazioni: solo 13.5 mm di pioggia caduti nell’intero mese.


Per trovare pioggia abbondante dobbiamo spostarci alla stazione della Riserva Karen nella Costa Rica.


Qui nel mese di maggio 2020 è iniziata, con qualche giorno di ritardo sulla climatologia, la stagione delle piogge e sono caduti ben 192 mm di precipitazioni. La temperatura media alla Riserva risulta pari a 27.2°C con un’escursione da un minimo di 20.6 °C ad un massimo di 36.5°C.


Anche Costa Rica ha adottato restrizioni per l’emergenza coronavirus, ma la stazione, connessa via internet in ponte radio, funziona regolarmente grazie alle manutenzioni effettuate durante la “field school” dello scorso febbraio, a cui ha partecipato il tecnico meteorologo Luca Lombroso. Nelle ultime settimane la stazione Italia Costa Rica, patrocinata anche da UNIMORE, è stata presidiata costantemente dal prof. Dario Sonetti.


Analisi preliminare di giugno 2020


Vista la situazione anomala, gli esperti dell’Osservatorio Geofisico di Unimore hanno esteso le loro analisi anche all’andamento del corrente mese di giugno. Sembra proprio un andamento degno di clima tropicale.


Le precipitazioni dal 1 al 16 giugno a Modena Osservatorio Geofisico di P.zza Roma sono state pari a 117.4 mm; a Modena Campus DIEF 161.8 mm; a Karen Costa Rica 123.8 mm. Per avere una idea della anomalia basta dire che le precipitazioni media di tutto il mese di giugno sul periodo di riferimento 1981-2010 sono state di 61 mm. “Dunque – nota il meteorologo Luca Lombroso – le piogge finora cadute sono circa il doppio della media mensile. Non siamo al momento però a record storici, non tanto indietro nel passato si è avuto di peggio, nel 2008, con 151.3 mm, e nel 2007, 121.5 mm. Il giugno più piovoso invece risale al 1850, con 181.8 mm”.


In questi primi 16 giorni di giugno è piovuto più dei 5 mesi da gennaio a maggio, tanto da colmare il deficit pluviometrico. Quanto alle temperature, al momento si riscontrano valori inferiori alla media, ma non particolarmente anomali. Finora la temperatura media nella stazione storica di Modena risulta di 21.2°C.



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