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Modena. Villanova piange Fabio Baraldi vinto dalla malattia a 45 anni


Modena. Ha lasciato senza parole gli amici e i conoscenti della grande famiglia della Polisportiva 4 Ville di Villanova la notizia, circolata subito ieri mattina, che Fabio non c’era più. Da una vita era una delle anime del gruppo, in particolare per il calcio, di cui era segretario per tutto il settore che va dalla prima squadra in seconda categoria agli amatori Uisp e al settore giovanile.



Fabio Baraldi si è spento nella notte tra venerdì e sabato a Villanova, a soli 45 anni. Solierese, aveva deciso di trascorrere quello che aveva ormai capito essere il suo ultimo periodo nella casa in cui era cresciuto, con i suoi genitori. Dopo la lunga lotta contro quel male che, come un fulmine a ciel sereno, aveva fatto irruzione nella sua vita normalissima due anni fa. Ingegnere informatico, lavorava per la Bper nel centro elaborazione dati di Cognento e al termine della giornata veniva a Villanova a seguire i ragazzi. In cui probabilmente vedeva un po’ anche il se stesso del passato, quando era lui a calciare il pallone nella polisportiva. Una volta smesso, era rimasto in quel mondo seguendo contabilità e tesseramenti ma anche tornando in campo da guardalinee.



Tutto quel mondo di passione è stato sconvolto a inizio 2019 con la diagnosi di malattia. Si era anche sottoposto a un intervento, dopo il quale per un anno era stato abbastanza bene. Poi da ottobre la ricaduta, un nuovo ricovero a Pasqua e poi dal 22 aprile il crollo e la decisione di vivere l’ultimo periodo a casa. Lascia i genitori Lina e Gianni, la sorella Marzia e il cognato Davide con la nipote Aurora, e gli altri parenti. Domani l’ultimo saluto, seguito dalle onoranze Lugli di Soliera, con partenza alle 10 dalle camere ardenti del Policlinico per la Polisportiva di Villanova, dove ci sarà l’abbraccio finale, quindi si proseguirà per l’ara crematoria.



«Sul suo telefono è un continuo di messaggi di amici rimasti increduli – sottolinea commossa Marzia – gli volevano bene tutti, perché è sempre stato disponibile con tutti. Non era uno che parlava tanto, ma in silenzio si faceva in quattro per gli altri. È veramente una tragedia il perderlo così presto».



Anche la voce di Elis Varani, presidente della Polisportiva, si interrompe più volte al ricordo, per la commozione: «Era l’anima del nostro calcio, a parlarne faccio fatica perché lo conosco da sempre ed è un dolore enorme – dice – tutte le sere veniva qui da noi, prima che le attività fossero interrotte col Covid. Si fermava in ufficio un’ora o due e sbrigava le pratiche: lo faceva volentieri per i ragazzi, a cui voleva un gran bene. Amava tanto la vita, era anche in un gruppo di balli latini. Quando l’abbiamo visto migliorare abbiamo creduto tanto che ce la potesse fare. Non è stato così, ma sarà sempre nei nostri cuori, con tutto quello che ci ha dato». —





 


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