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Modena.Tutor in autostrada: multa nulla se non si sa quando è stato tarato


MODENA. Se la sanzione per l’eccesso di velocità in autostrada – due multe “salate” e molti punti partente decurtati – non è giustificata da dati precisi sul Tutor e sulla sua taratura, non ha valore ed è nulla.



Lo ha stabilito il Tribunale Civile di Modena al termine di un ricorso in appello dopo una sentenza del Giudice di Pace che riconosceva la validità della multa complessiva da 265 euro e 15 punti patente decurtati a un automobilista “beccato” nel tratto tra Modena Nord e Reggio per ben due volte nel maggio 2009.



Quasi dieci anni dopo, e soprattutto dopo la sentenza della Cassazione del gennaio 2018 che obbligava a verifiche sulla taratura e il buon funzionamento di Tutor e autovelox, al guidatore è stato riconosciuto che i verbali non erano corretti. A sanzionarlo era stata la polizia stradale attraverso due verbali stesi nello stesso giorno per aver superato i limiti di velocità della A1.



Ricevendo la notifica della doppia multa “salata” con i 15 punti tolti, il guidatore ha deciso di ricorrere al Giudice di Pace lamentando l’illegittimità dei verbali «in quanto fondati su rilevazioni di velocità effettuate attraverso l’apparecchiatura Sicv (i cosiddetti Tutor) e prive di indicazioni in merito agli esiti positivi dei controlli periodici di funzionalità».



Quindi, molti anni prima che intervenisse la Cassazione con la sua clamorosa sentenza che ha messo in crisi il rilevamento automatico dei Tutor, il privato cittadino si era ricolto al Giudice di pace lamentando proprio la scarsa cura per verificare se quei lettori esposti alle intemperie e a possibili guasti funzionassero bene. Ma la risposta è stato il rigetto del suo ricorso.



Di qui l’appello davanti al giudice civile proprio perché il giudice di pace “aveva omesso di valutare il rilevo sollevato sull’affidabilità tecnica delle apparecchiature».



La clamorosa sentenza della Cassazione che l’anno scorso ha portato anche allo stop dei Tutor affermava che sia i Tutor che gli autovelox «devono essere sottoposti a calibratura periodica» e che «il giudice è tenuto ad accertare se il dispositivo sia stato sottoposto o no alle verifiche».



Il giudice, ricapitolando l’uso del Safety Tutor in autostrada riconosce le possibilità di usura e invecchiamento riconosce tenendo conto della sentenza della Cassazione che in questo caso gli agenti della stradale «si sono limitati a dar conto dell’omologazione ministeriale del sistema Sicv e ad attestare di aver verificato la perfetta funzionalità, ma nulla è stato indicato in merito alla sottoposizione dell’apparecchio alla taratura e a verifiche periodiche di funzionalità«.



L’onere delle verifiche, scrive il giudice, era a carico della Prefettura di Modena e “non è stato assolto”. Di qui la nullità delle sanzioni e alla condanna della Prefettura a pagare le spese dei due giudizi. —