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Modena Nuovi percorsi e un look più moderno Così il parco Amendola cambierà faccia



Magari qualcosa da rivedere ci sarebbe, tipo i piloncini di cemento contro i quali finiscono regolarmente i ciclisti più anziani. Del resto, che ci sia qualche ritocco da fare è comprensibile, dal momento che l’area verde sta per compiere quarant’anni. Un compleanno per il quale il parco Amendola, uno dei polmoni verdi più amati dai modenesi, sta pensando di concedersi un “regalo”: un nuovo look, più moderno e adatto alla fruizione quotidiana del parco da parte delle migliaia di cittadini che lo frequentano, dalle famiglie con bambini agli anziani che pescano nei laghetti, dai podisti ai ciclisti.

Un piano che la prossima settimana sarà messo nero su bianco, con la convenzione che sarà siglata dal Comune e dall’Archivio Leonardi, lo studio di via Emilio Po che avrà il compito di pensare, progettare e realizzare il restyling del parco. Una scelta non casuale, dal momento che l’area verde inaugurata nel giugno del 1981 è stata disegnata da Cesare Leonardi e Franca Stagi. «Si tratta di un’opera rappresentativa della cultura architettonica italiana del secondo Novecento - si legge nella delibera comunale che affida lo studio per il progetto di restauro all’Archivio Leonardi, che riceverà un compenso di 35mila euro - oltre che un progetto d’avanguardia noto a livello internazionale, ove trovano concreta applicazione gli studi che hanno portato i due autori alla pubblicazione de “L’architettura degli alberi”, volume di riferimento per generazioni di architetti, paesaggisti e botanici».

L’atto della giunta prosegue facendo notare «che il parco Amendola, a quasi quarant’anni dalla sua inaugurazione, necessita di un progetto di restauro organico e di valorizzazione che, alla luce delle attuali problematiche e di rinnovate esigenze, da un lato consenta il pieno godimento e la completa fruibilità del parco, e dall’altro sia in grado di mantenere e trasmettere l’eredità culturale e progettuale di Cesare Leonardi e Franca Stagi, legata alla centralità degli alberi e del verde e innestata nella tradizione politica e culturale della città, che era propria del progetto iniziale». La delibera continua quindi facendo notare «che l’Archivio Architetto Cesare Leonardi è un’associazione culturale senza scopo di lucro che, nata con l’obiettivo di preservare, tutelare e divulgare l’opera dell’architetto modenese, è impegnata nell’organizzazione di mostre e seminari riguardanti l’architettura, la costruzione della città e del paesaggio, in un confronto attivo con istituzioni e cittadini. L’associazione, in qualità di unico incaricato da parte dell’Architetto Cesare Leonardi della custodia, dello studio e della valorizzazione dell’archivio e dei materiali facenti parte la sua ricca produzione, nonché unico titolato alla disponibilità delle opere, ha aderito formalmente e ha collaborato a progetti dell’Ufficio storia urbana del Comune di Modena». Da qui la decisione di affidare agli architetti dello studio di via Emilio Po il progetto per dare un nuovo look al parco in occasione del quarantesimo compleanno.

Ma cosa cambierà dunque nel futuro del polmone verde compreso tra viale Amendola e strada Panni? Per conoscere i dettagli dell’operazione bisognerà aspettare la settimana prossima, quando la convenzione tra Comune e Studio Leonardi sarà firmata, ma l’obiettivo dell’amministrazione è quello di avere un parco più bello e fruibile per i modenesi che lo frequentano. E’ probabile quindi che i percorsi interni al parco siano modificati e resi più moderni e adatti all’uso quotidiano degli utenti. L’obiettivo, comunque, sarà quello di innovare restando nel solco della progettazione di Leonardi e Stagi, valorizzando la grande risorsa del parco: gli alberi. —




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