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Modena La vita in condominio ai tempi di Covid-19 Mascherine e gel negli spazi comuni

il racconto

serena arbizzi

«L’arrivo improvviso del virus ha implicato e implica tuttora novità anche nella vita di condominio. Con l’utilizzo di guanti e mascherine soprattutto per i bottoni dell’ascensore e i corrimano. E norme alle quali non si era abituati, come l’ingresso in ascensore uno alla volta». Covid-19 e le stringenti conseguenze imposte sugli stili di vita hanno comportato un super lavoro anche per gli amministratori di condominio, come testimonia Mauro Bignardi, titolare presso Il millesimo e presidente provinciale di Anaci, l’associazione che raggruppa la categoria. «Niente assembramenti e vita di condominio vissuta più intensamente: questo comporta che gli inquilini siano più attenti nel rispettare le linee guida. E richiede maggiore attenzione nel rispetto degli spazi comuni. Indispensabile, poi, l’apporto delle imprese di pulizie che hanno dovuto interagire con l’utilizzo di prodotti specifici: il loro utilizzo è stato messo in campo senza aggravi di costi in linea di massima»

« Gli studi della mia associazione, poi - conclude Bignardi - sono stati tutti pienamente operativi, chi in smartworking, chi in ufficio. Nessuno studio ha mai smesso di lavorare, insomma. E ho preparato alcune lettere da mandare al direttivo nazionale dell’associazione per evidenziare questo».

Ha presto l’iniziativa di distribuire le mascherine ai condomini e ha introdotto gel igienizzanti negli spazi comuni: anche lo studio Seidenari ha reinventato il proprio lavoro per affrontare l’emergenza. «Ogni 15 giorni è stata effettuata la sanificazione e abbiamo inserito dispenser per la pulizia delle mani negli androni dei palazzi per limitare al massimo di veicolare il virus - racconta Federico Seidenari -Poi si è verificata l’opportunità di acquistare 2mila mascherine chirurgiche tramite un’azienda che ha riconvertito la produzione. Inizialmente volevamo distribuirle ai portinai, poi abbiamo esteso la possibilità di acquisto. Ne prepariamo cinque in una busta al prezzo di un euro e 50, quasi il costo sostenuto. Abbiamo realizzato i pacchetti distribuendoli nelle cassette postali e addebitando l’importo sul conto delle spese condominiali. Questo ha consentito alle persone di non spostarsi da casa e di avere prezzi più convenienti rispetto alle farmacie. Noi lo abbiamo fatto con piacere, anche se ha richiesto tempo. Riteniamo che, anche se il condominio è stato preso poco in considerazione dalle normative, sia un ambito in cui si registra un viavai enorme e la necessità di prestare attenzione».

Paolo Lutti di Prodomo Servizi ha appeso alle bacheche un decalogo di buone prassi estrapolato. Ed evidenzia quanto sanificazioni certificate siano fondamentali. «Il virus ha fatto sia riscoprire la bellezza dei rapporti tra vicini, con scambi di torte e pane, ad esempio, con le dovute cautele, ma anche le difficoltà di convivenza, con qualcuno che si lamenta per la musica alta o per altre ragioni. Vista l’impossibilità di fare assemblee o riunioni, abbiamo introdotto le videoconferenze». Franco Appari dice di avere ricevuto meno chiamate del solito: «Abbiamo rivolto a custodi e imprese di pulizie la richiesta nell’utilizzo di prodotti particolari per pulire cabine, atri e pulsanti dell’ascensore, dove si va uno alla volta per non creare assembramenti. Abbiamo dovuto elaborare molte circolari per i rumori e si è verificato che in molti lascino le scarpe fuori dalla porta». —


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