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Modena, in quaranta giorni triplicati i positivi. Appello ai giovani: «Attenti all’estero»


MODENA. A Modena e provincia sono 202 le persone che in questo momento risultano positive al Coronavirus: è il numero più alto registrato dal 10 giugno.



Due mesi in cui la curva epidemiologica è scesa fino al 1° luglio, per poi riprendere lenta ma inesorabile la risalita. Nella sua fase minima, appunto il primo giorno di luglio, i positivi erano 71. Non erano mai stati così pochi dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus. Quel dato, figlio di un mese di giugno in cui i nuovi contagi erano stati pochissimi, sembrava aprire le porte a un’estate in discesa. Così non è stato, anzi. E oggi Modena si ritrova con il triplo di malati rispetto a 40 giorni fa.



«A dire la verità ce lo aspettavamo», sottolinea il dottor Giovanni Casaletti, direttore dell’Igiene pubblica dell’Ausl di Modena. «Le cose si trovano quando si cercano». L’imponente campagna di screening messa in atto dalla Regione ha inevitabilmente alzato il numero dei positivi: «Va detto - prosegue Casaletti - che più positivi riusciamo a intercettare meno è probabile che l’epidemia torni a livelli esplosivi».



Ma chi sono le persone che si contagiano oggi?



«Principalmente soggetti che rientrano dall’estero o addetti nel settore delle carni e della logistica che obbligatoriamente devono sottoporsi al tampone come ordinato dalla Regione. Restano anche alcuni contagi segnalati dai medici di medicina generale o casi legati a focolai che ogni tanto riusciamo a intercettare. È normale che si sviluppino piccoli cluster dato che rispetto al periodo del lockdown si lavora e c’è più socialità: se non si usano le precauzioni allora si rischia che persone asintomatiche ne contagino altre. Devo dire, tuttavia, che sui luoghi di lavoro finora c’è stata una buona osservanza delle norme precauzionali».



GLI ISOLAMENTI DOMICILIARI



Nella tabella accanto riportiamo anche il numero delle persone (ad oggi negative) che sono in isolamento poiché contatti stretti o rientrate dall’estero. Fino a ieri erano ben 722 in tutta la provincia di Modena, un numero altissimo se paragonato, ad esempio, al 18 maggio alla fine del lockdown quando erano appena 377.



«Il motivo è semplice. Quando ad aprile o maggio trovavamo un contagio - sottolinea Casaletti - ponevamo in isolamento solo i suoi familiari. Oggi, invece, dobbiamo intervenire anche sui colleghi di lavoro e in tutti gli altri ambiti sociali o ludici che quella persona frequentava. Quindi anche gli amici del calcetto, per fare un esempio. Ecco spiegato perché oggi i contatti stretti in isolamento sono molti di più rispetto a prima. L’altro motivo è l’obbligo per chi rientra da Paesi a rischio di porsi in isolamento: è una norma che prima non c’era e che dunque fa alzare il dato».



L’intenso screening attuato dalle autorità sanitarie consente di individuare moltissimi asintomatici, tanto che le persone al momento ricoverate negli ospedali modenesi sono appena 5. Ottimo anche l’andamento dei decessi che dal 17 luglio sono fermi a 479.



«Non molliamo - prosegue Casaletti - Invito tutti a indossare le mascherine e a non smettere di lavarsi le mani frequentemente. E se avete sintomi non sottovalutateli, ma chiamate il vostro medico di famiglia».



L’APPELLO DI DONINI



Restando su uno dei temi caldi, quello dei rientri dall’estero, l’assessore alla Salute Raffaele Donini ieri è intervenuto con forza, invitando i giovani a rispettare le norme, poiché i dati dicono che sono proprio i ragazzi che rientrano dalle vacanze a rappresentare un pericolo.



In particolare dalla Croazia e Corfù, ma anche dall’Albania. Grande attenzione per l’isola croata di Pag, una località nota per le sue discoteche. Per la Regione è il momento di correre ai ripari: «Ovviamente non si parla di quarantena- spiega Donini- ma se i ragazzi vanno in vacanza all’estero e lì dovessero riscontrare il mancato rispetto delle regole di distanziamento quando tornano in Italia dalle loro famiglie osservino delle precauzioni. Poi se necessario ovviamente si possono testare». Serve comunque un «comportamento adeguato» e per questo Donini ha deciso di lanciare un appello.



«I focolai che abbiamo sul territorio- spiega - sono prevalentemente dovuti a ragazzi giovani che tornano dalle vacanze all’estero, nelle quali probabilmente non hanno avuto le precauzioni dovute o non erano in contesti in cui le precauzioni erano applicate». Per questo «abbiamo focolai anche abbastanza importanti all’interno della nostra regione, che stiamo ovviamente circoscrivendo. Però è importante ricordare che sia in Italia che all’estero si deve mantenere il distanziamento o dove non è possibile serve l’uso rigoroso della mascherina». Sul comportamento dei giovani insiste anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini. L'epidemia nel mondo «sta rialzando la testa in maniera molto preoccupante, per ora il Paese sta reggendo ancora bene. Ma guai ad abbassare la guardia, perché il rischio del rimbalzo c'è».



Per questo, sottolinea ancora Bonaccini, «bisogna richiamare tutti, in particolare anche i giovani in questo periodo di vacanza a tenere comportamenti adeguati, perché non vorrei che per colpa di qualche cretino e irresponsabile ci trovassimo a dovere chiudere quello che abbiamo riaperto». —





 


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