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Modena. Il Sigonio sta rinascendo nella sede storica Un cantiere da 9 milioni pronto nel 2020


Modena, gli studenti del Sigonio in visita al cantiere della loro scuola futurafoto da Quotidiani localiQuotidiani locali



MODENA. Ancora non è pronto, visto che ragazzi e professori rientreranno solo nel settembre 2020, ma lo storico liceo Sigonio in via Saragozza al numero 100 sta per rinascere e qualche particolare già si vede. Ieri il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha compiuto una delle sue consuete visite ai cantieri con telecamere e alcuni scolari al seguito e ha ribadito il suo “mantra”: riportare le scuole in centro.



E’ accaduto pochi giorni fa con il Venturi in via dei Servi e accadrà anche con il liceo socio-psico-pedagogico e musicale. Il risultato di queste operazioni è duplice: ci saranno ogni giorno un migliaio di studenti a due passi dalla Ghirlandina - potrebbe beneficiarne anche il commercio - e si ridà dignità a una ampia struttura che fatalmente cadrebbe altrimenti in degrado.



Modena. Il nuovo Sigonio prende forma in via Saragozza
Modena. Il nuovo Sigonio prende forma in via Saragozza
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Modena. Il nuovo Sigonio prende forma in via Saragozza
Modena. Il nuovo Sigonio prende forma in via Saragozza
Modena. Il nuovo Sigonio prende forma in via Saragozza




I numeri per il liceo Sigonio sono di tutto rispetto, così come il prezzo della riqualificazione che supera i 9 milioni di euro ed è affidata al gruppo Pessina Costruzioni di Milano: la superficie complessiva su cui si interviene è di 7.400 metri quadrati, con recupero anche di aree dell’edificio tra via Saragozza, via Camatta e via Caselle non utilizzate da parecchi anni. Ci sono, oltre a spazi per 40 aule e un museo scolastico anche 4mila metri quadrati all’aperto, compresi un cortile di 3.324 metri quadrati, un ampio chiostro e alcuni giardini interni. Ci sarà poi un grande auditorium da 160 posti, aperto all’utilizzo non solo scolastico, ricavato dove c’era una vecchia palestra. E ci saranno anche tracce visibili dell’antico passato di quello che è stata per secoli un convento di suore del Corpus Domini: durante i lavori sono stati rintracciate varie nicchie dipinte ed è stata riscoperta una scala nascosta in una intercapedine grazie alla quale le religiose scendevano dalle loro celle direttamente nella chiesa oggi non più esistente.



Il sopralluogo di ieri è partito proprio da questa zona al piano terra e poi si è prolungato nei vari saloni dei piani superiori dove i tecnici stanno per mettere mano agli impianti e hanno già rinforzato con moderne tecnologie tutti i vecchi muri e le volte a botte.



Le lezioni al Sigonio non si tengono più dal giorno del sisma, nel 2012, e da allora per anni si è ragionato se realizzare un nuovo edificio in periferia oppure se optare per il restauro. Una scelta del sindaco ha poi posto fine al dilemma e i fondi della ricostruzione hanno fatto il resto. Ma la situazione del Sigonio già prima del sisma era terribile, come spiega la vicepreside Monica Menziani: «Già anni fa il terzo piano di via Saragozza era inutilizzabile, con la sua aula di disegno risalente agli anni ’50. I piccioni si infilavano numerosi in questa parte della scuola poi morivano e arrivavano le larve. Quando, successivamente, ci siamo ritrovati queste bestie sui banchi siamo scappati dalla scuola». Per dire la situazione. Oggi gli studenti attendono di rientrare: «Speriamo di potere accedere presto a una scuola all’avanguardia - dicono le studentesse Giuseppina Rossi e Adriana Perrino - perché finalmente saremo tutti insieme e avere i giusti spazi».



Il sindaco ieri, con caschetto e giubbotto da cantiere, si è detto soddisfatto: «È un pezzo della storia della città che si rinnova, un angolo del centro storico che torna a vivere e lo abbiamo deciso insieme ai ragazzi. Ed è un ulteriore tassello della rigenerazione urbana che abbiamo messo in movimento, un esempio di partecipazione e un investimento sulla scuola, sul futuro». A fare gli onori di casa è Claudio Caiti, dirigente scolastico: «Abbiamo desiderio di tornare nella sede, che è qui dal 1898, e visto gli adeguamenti strutturali le condizioni saranno ottime anche per l’acustica ». —



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