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Modena Il primo sabato di saldi è un flop «Nessun boom, anzi pochi clienti»



I saldi ci sono. I clienti no. Il primo sabato di agosto è duro per i commercianti, che hanno voluto sperimentare anche la vendita “by night” con apertura fino alle 22. Ma la crisi è tutt’altro che alle spalle e non c’è Notte Bianca dello shopping che tenga.

I commercianti possono soffrire nell’abbassare i prezzi di molti prodotti. Soffrono di più nel vedere i negozi vuoti (o quasi). «I saldi devono ancora cominciare?», domanda Roberto Di Buduo. La voce è un misto di ironia e amarezza. «È l’annata sbagliata per fare i saldi - sottolinea il titolare del Jeans Market di via Trivellari - e farli partire il primo agosto è sbagliatissimo».

Il lockdown ha prodotto per Di Buduo una flessione negli affari «che non si recupera». La curva dei ricavi potrebbe abbassarsi a settembre «perché se le persone girano meno, anche senza un nuovo lockdown, può esserci paura». Così per il titolare «i consumi andranno ancora più giù». I cantieri del vicino corso Canalchiaro possono non aiutare. Idem il caldo. «Il centro di sera è pieno - prosegue il titolare - ma per la pausa pranzo non c’è nessuno». Di Buduo percepisce cambiamenti nei rapporti con fornitori internazionali. «Aziende importanti hanno tagliato i posti di lavoro - specifica l’esercente - e hanno iniziato a lavorare sul venduto, non più sugli ordini. Così la scelta è minore».

La prospettiva di Tina Palmieri dal negozio Scarpa Più di via Canalino non si scosta di molto. «Abbiamo venduto pochissimo, sembra un giorno normale», esordisce Palmieri. Per la titolare dell’attività si vive ancora «crisi, tanta crisi». Per far fronte al calo delle vendite, Palmieri ha deciso di chiudere più tardi perché «c’è bisogno di vendere o almeno si spera». Fosse dipeso da lei, non avrebbe fatto iniziare i saldi il primo agosto. «Un’altra data sarebbe stata migliore», assicura Palmieri.

La vede in modo simile Monica Chiapponi, titolare del negozio Melany di via Selmi. «Dovevamo essere liberi di scegliere noi il periodo dei saldi», suggerisce Chiapponi. Dopo il lockdown, la titolare dell’attività teme che il peggio debba ancora arrivare. «Abbiamo iniziato a fare gli sconti o non si sarebbe fatto nulla - aggiunge Chiapponi - ma i saldi fatti così sono solo una parola. Per adesso non si vede nulla. Abbiamo lavorato a maggio e giugno. Adesso agosto e settembre saranno i mesi più difficili. Speriamo di rimanere aperti in autunno».

Attendista Max Bigoni, titolare di Max-B di via Canalino. «È stato un sabato normale - spiega Bigoni - vedremo tra una settimana come sarà andata». Negativi i commenti di altri esercenti.

Per qualcuno un ingresso alle 17 inoltrate del primo sabato di agosto è il primo accesso al negozio di giornata. Altri tracciano una differenza impensabile in un periodo normale. «Normalmente c’è abbastanza passaggio - sottolinea Elisa Ori, dipendente del negozio Madejro - mentre nel weekend le persone vanno magari più spesso in riviera. In settimana, comunque il passaggio c’è stato e abbiamo lavorato».

In piazza XX Settembre qualche saracinesca inizia ad abbassarsi in anticipo. Al negozio Prima Fila di Sara Mazzoli appaiono sulle vetrine percentuali che indicano sconti. Manca la classica scritta “saldi” e non è una svista. «Preferiamo tenere i prezzi medi tutti l’anno - la posizione dell’attività - così anche il cliente non si lamenta se vede svenduto un prodotto magari preso a prezzo intero poco prima. Ci mettiamo nei panni del cliente. Soprattutto quest’anno, in cui non abbiamo lavorato, non sarebbe stato poi giusto regalare la roba». —




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