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Modena, il ministro Speranza ha inaugurato l'hub delle terapia intensiva di Baggiovara


MODENA  Il ministro Speranza ha inaugurato accompagnato dal presidente della regione Stefano Bonaccini e dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli il reparto che partecipa al progeto del nuovo   HUB nazionale e regionale delle terapie intensive voluto per far fronte all’emergenza COVID19, con la realizzazione di 48 posti letto complessivi di Terapia Intensiva, 18 all’Ospedale Civile di Baggiovara e 30 al Policlinico di Modena. La struttura dell’Ospedale Civile, che sarà completata entro il 12 giugno e potrà entrare in funzione da 20 giugno.



Al Policlinico, invece, i lavori termineranno entro il mese di luglio. Modena, quini, rientra tra le 6 strutture regionali – le altre sono a Rimini, Bologna e Parma - sempre disponibili per pazienti, Covid e non, di tutto il Paese, realizzata grazie al progetto della Regione e del ministero della Salute.



Si tratta di un investimento complessivo, tra Lavori e Attrezzature Biomediche di quasi 13 milioni di euro (4.634.292 per l’Ospedale Civile, 8.284.288 per il Policlinico di Modena) la cui copertura è garantita da un mix di risorse statali e regionali oltre che da donazioni ricevute dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena. La progettazione dei fabbricati è una donazione della Società di Progettazione Politecnica di Modena.



“A Baggiovara, i lavori edilizi sono cominciati il 7 maggio. Oggi, meno di un mese dopo, la struttura è sostanzialmente terminata – ha aggiunto l’Ing. Gerardo Bellettato – quindi possiamo dire che questa struttura è sorta a tempo di record grazie al lavoro di tutti. È stato un impegno importante perché questo edificio, come quello che nascerà al Policlinico, si definisce prefabbricato perché è realizzato a moduli, ma di fatto ha la stessa tenuta termica, resistenza e comfort di una struttura tradizionale. Per questo motivo, desidero ringraziare i miei collaboratori, le ditte intervenute per la realizzazione e Politecnica che ha donato il Progetto e la Direzione Lavori”



“Ogni posto letto è stato studiato nei minimi dettagli, nonostante l’emergenza in corso, per ottenere dal progetto il massimo della potenzialità – ha commentato l’Ing. Massimo Garagnani, Direttore del Servizio Unico Ingegneria Clinica - I dispositivi medici previsti (letto specialistico, ventilatori, monitor per parametri fisiologici, sistemi infusionali, emogasanalisi), tutti di ultima generazione, sono stati selezionati non solo per le elevate prestazioni diagnostico/terapeutiche ma anche per l’elevata predisposizione a funzioni informatiche avanzate, al fine di ricevere , esportare e condividere dati con le altre applicazioni ospedaliere. Questo consentirà l’informatizzazione del flusso di lavoro e la massima disponibilità di tutti i dati clinici del paziente direttamente presso il suo posto letto a vantaggio della sicurezza e della capacità di poter prendete la migliore decisione clinica nel minor tempo possibile. Desidero a questo proposito ringraziare i miei collaboratori Claudio Conti che ha definito la progettazione tecnologica e Giorgio Lunati che seguito l’allestimento del posto letto.”



“Le due strutture – commentano la dottoressa Elisabetta Bertellini, Direttore dell’Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva dell’Ospedale Civile e il prof. Massimo Girardis, Direttore dell’Anestesia e Terapia Intensiva del Policlinico - saranno chiamate a rispondere prioritariamente ai fabbisogni delle province di Modena e Reggio Emilia in particolare e della rete regionale e nazionale più in generale, con un bacino di utenza potenziale di circa 1.241.000 abitanti”. Sul territorio la rete prevede, oltre alle 2 strutture Covid Intensive Care un Centro di Riferimento di terapia intensiva per la provincia di Reggio Emilia collocato presso l’ospedale S. Maria Nuova, nonché le terapie intensive di Carpi e Guastalla. La rete prevedrà a regime sulle due province un totale di 139 PL di TI (pubblici).


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