Modena.press

Tutte le notizie su Modena e dintorni

Cerca e leggi le ultime Notizie su Modena, Emilia Romagna e dintorni via Rss

News dai principali organi di informazione in costante aggiornamento

Modena, Francesca Trianni regina a Taormina con il suo racconto in fuga dalla Siria


MODENA. Ha fatto due volte centro Francesca Trianni, la giornalista modenese che da sette anni lavora a New York nella redazione di Time, il più famoso magazine del mondo. Innanzitutto perché a lei il giornale ha affidato a piene mani la realizzazione del suo primo documentario prodotto internamente. Poi perché il film, “Paradise Without People”, per la sua potenza emotiva e immediatezza ha colpito tutti al prestigioso Taormina Film Festival che gli ha assegnato la vittoria di categoria. C'è da esserne più che fieri, soprattutto a soli 31 anni. La storia è quella di due coppie in fuga dalla guerra in Siria che arrivano in Grecia dove nascono i loro bambini, e con loro, seguiti fino al compimento del primo anno, riprende vigore il sogno di un futuro e di una vita normale, lontani dagli orrori. Ma il paradiso di normalità sarà molto difficile da raggiungere. È la seconda volta che Francesca raggiunge l'eccellenza con una storia di profughi siriani: nel 2018 con il reportage “Finding Home” si era infatti aggiudicata in team il World Press Photo per la modalità innovativa di racconto. Ora il nuovo premio con un documentario che ha emozionato anche ai festival di New York, Austin, Lisbona e Stoccolma.



«Il progetto risale al 2016 – spiega dagli Usa – Time voleva raccontare i rifugiati in modo diverso, più empatico, ed è nata l'idea di seguire storie di famiglie a distanza ravvicinata, con modalità nuove: per “Finding Home” attraverso il live di Instagram, e per “Paradise” con un film di 80 minuti che è il primo documentario della storia di Time. E l'hanno affidato a me: non ringrazierò mai abbastanza per la fiducia che mi hanno dato, e che ho cercato in tutti i modi di ripagare con un lavoro che nell'ultimo anno in particolare è stato davvero full time».



Fatto tutto in prima linea, perché sul campo Francesca aveva in supporto solo una fotografa, una scrittrice e la traduttrice. Una mini crew non a caso tutta al femminile, per raccontare quella che è soprattutto la storia di due donne.



«Una storia – specifica - fatta più che di movimento, di illusioni e dolori che vengono dal rendersi conto di una condizione che richiede anni di pazienza per ricostruirsi una vita». Per raccontarla, servivano sensibilità e talento, doti che Francesca ha sviluppato alla Columbia University, dove ha studiato Scienze Politiche e poi alla più famosa scuola di giornalismo al mondo. Ma orgogliosamente ricorda che la prima esperienza nel settore l'ha fatta a Modena, nel giornalino del liceo Muratori: «Mi diedero fiducia nel creare qualcosa di nuovo: un'emozione e una gratificazione che mi porto sempre dentro». E fiducia gliel'ha data anche la famiglia, facendole fare la prima esperienza di studio in Usa a soli 16 anni: suo papà Ludovico, medico primario responsabile dell'ospedale accreditato di Villa Pineta, a Gaiato, è il suo primo “tifoso”. «Papà e mamma di fronte ai miei sogni ambiziosi mi hanno sempre incoraggiata, mi hanno sempre detto che erano raggiungibili – sottolinea – non sarei mai arrivata qui senza il loro supporto». In questi giorni si è spostata in Florida, e sta vivendo tutta l'emergenza Covid, lavorando quasi sempre da casa: «All'inizio qui c'era un senso di incredulità verso la malattia – nota – ora si stanno facendo i conti con una situazione molto difficile, che richiede responsabilità da parte di tutti». —





 


Modena.press condivide questi Contenuti utilizzando una Licenza