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Modena diventa pioniera della guida senza pilota con i prototipi universitari

Daniele Montanari

Può la capitale dell’automotive non essere pioniera nel varcare la nuova frontiera della mobilità, con le auto a guida autonoma computerizzata? La risposta sta nei fatti per l’Unimore, che ieri al Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari ha presentato le sue prime due “creature” iperconnesse nell’ambito del progetto Masa (Modena Automotive Smart Area) varato nel 2017 in partnership pubblico-privata per sviluppare la massina innovazione nel settore.

le auto E IL “CIRCUITO”

Si tratta di due bolidi messi a disposizione dalla Maserati, una Quattroporte e un suv Levante, a cui gli studenti hanno dato la possibilità di muoversi senza pilota grazie alla doppia istallazione di un sistema avveniristico: sulle macchine e sulla città. In particolare nel semi-anello di 4 km dietro all’R-Nord formato dalle vie Canaletto, Montessori e Montalcini, dove negli ultimi due anni in particolare, nell’ambito dell’High Performance Real Time Lab, sono state istallate antenne e telecamere di ultima generazione. Connesse con l’iperfibra, sono in grado di mappare in tempo reale la realtà attorno, in termini di oggetti e persone, restituendola con coordinate Gps alle auto. Che sono a loro volta state trasformate dagli studenti con l’istallazione di una piattaforma computazionale collegata agli attuatori fisici della guida (sterzo, acceleratore, freni) e in dialogo con gli altri occhi elettronici istallati sui mezzi. Ovvero, due sensori laser posizionati sul tettuccio che tramite raggio multiplo riescono a effettuare in tempo reale la scansione tridimensionale di ciò che c’è attorno: quello alto a distanza ridotta, quello piccolo a 360 gradi. In questo modo grazie a un’autonoma rete privata 4G+ (quasi un 5G) macchina e ambiente si parlano (tramite algoritmi) permettendo un movimento sicuro sul percorso in uno scenario reale, e quindi in continuo cambiamento. «Il sistema è tranquillamente in grado di riconoscere anche motorini, bici e pedoni, e di indicare dove stanno andando» precisano entusiasti gli studenti Francesco Gatti, Fabio Bagni e Luca Bartoli. «Potrà essere utilizzato in futuro anche per prevedere ingorghi, comandare semafori e dare precedenza alle ambulanze».

Insomma, in una parola il futuro, che sembra ancora un po’ fantascientifico, della mobilità. Già perfettamente reale su questo “circuito” realizzato alla Canaletto sfruttando e possibilità aperte dal restyling urbano in atto in questa zona nell’ambito del “Progetto Periferie. Ri-generazione e innovazione dell’area nord” che ha già portato al completamento del Data Center. Con i lavori si è stesa la rete necessaria lavorando in sinergia col Comune, in questo caso.

LE PARTNERSHIP

Ma il progetto si sviluppa anche con una forte partnership privata: intanto con Ad Consulting e Danisi Engineering, che hanno messo a disposizione le proprie competenze tecnologiche. E poi Maserati ovviamente per i mezzi di base. Ma ci sono anche altre importanti aziende coinvolte, e altre ancora che lo saranno in futuro: «Il gruppo attorno a cui si è sviluppato Masa si sta già allargando» sottolinea il prof Francesco Leali, coordinatore nonché professore ordinario di Disegno e metodi dell’Ingegneria industriale. «Ci sono aziende interessate a lavorare insieme, italiane ma anche di caratura internazionale». Del resto la filosofia di Masa – struttura semplice con un comitato che si riunisce una volta ogni due settimane – è fortemente inclusiva, data la sua natura di “living lab”, cioè di spazio aperto di ricerca e innovazione immerso in contesti reali, quale appunto quello cittadino. Modena, e la comunità modenese, ne sono a tutti gli effetti parte integrante. I piani sono stati perfezionati grazie a importanti fondi europei: un budget complessivo di 1,6 milioni ottenuto da Unimore grazie a sette progetti sui temi della guida autonoma e connessa.

Nell’occasione è stato presentato anche il prototipo da corsa, sempre a guida autonoma, con cui Unimore parteciperà in autunno all’Indy Autonomous Challenge nello storico circuito di Indianapolis a oltre 300 km/h, con in palio un milione di dollari. —

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