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Modena, carrozzerie ancora in titl: «Grandine, nuovi danni? Se ne parla in dicembre»


MODENA. Marco Pignatti, storico carrozziere di via Cesare della Chiesa, impugna la cartellina dove, in evidenza, sta scritto “Grandine agosto 2020” e nella riga più in basso “Appuntamenti da dicembre”.



«Guardate, è già diventata spessa così - dice il carrozziere - Sembrava una cosa da niente e invece in alcune zone dei Modena è venuta giù forte. Solo che a questi “novizi” della grandine dobbiamo dire “arrivederci a dicembre” o magari anche all’inizio dell’anno prossimo. Dobbiamo ancora smaltire tutto quell’enorme lavoro che ci ha impegnati dal giugno dell’anno scorso. Ne ho ancora 150 da sistemare...».



Grandine a Modena, super lavoro per le carrozzeriefoto da Quotidiani localiQuotidiani locali



Già, si riparla di grandine in città e di danni alle vetture, ma chi è già stato colpito non ha mai smesso di parlarne. Tante auto sono ancora in attesa: gli effetti dei bombardamenti a cui sono state sottoposte nel giugno scorso sono sempre visibili, a ricordare il lento percorso di pratiche avviate in fretta e furia per non venire travolti dalla ressa di richiedenti ma che, nonostante tutte le procedure seguite secondo le regole, sono ancora al palo. Tutte le carrozzerie fanno il massimo, ma le giornate sono sempre di 24 ore: «Secondo una stima che circola tra gli addetti ai lavori - fa eco da via Allende ai Torrazzi un altro storico carrozziere, Maurizio Ferraguti - tra Modena, Reggio e Bologna sono andati danneggiate circa 80mila vetture. Su Modena almeno 30mila: basti pensare che solo noi ne abbiamo oltre seicento, e tante sono ancora da finire. Perché? Perchè quasi tutte sono da verniciare. Non si tratta di un intervento solo relativo al “tirare su “ le botte, c’è anche la verniciatura. Proprio l’altra mattina un cliente con ancora la macchina da fare ha riversato tutta la sua rabbia contro la nostra impiegata che, poveretta, non ha potuto fare altro che spiegare come sia la situazione. E la musica non cambia in tutte le altre officine ».



«Quindi - prosegue Ferraguti - quando ora vengono per i nuovi danni da grandine, non possiamo che aprire le pratiche, fare le foto, inviare i nostri rilievi all’assicurazione che dà poi il benestare decisivo e poi dare appuntamento. Ma a fine novembre, dicembre e vedrai anche gennaio o febbraio».



Insomma, la grandine ha scatenato una sorta di reazione a catena che ha portato ad una sorta di empasse e tutto quello di nuovo che può arrivare si somma alla situazione preesistente. E c’è stato di mezzo pure il Covid.



«Noi alla Ferraguti e Cavani - spiega Maurizio - siamo in 13 e con tre forni riusciamo a farne 12- 13 alla settimana. Non so quanti tetti abbiamo cambiato, penso una sessantina, così come i cofani. Poi ci sono stati i pezzi che a un certo punto erano finiti ovunque: sono stati ordinati e a volte arrivavano sbagliati. E poi ancora è arrivata la pandemia. Nel frattempo noi abbiamo investito, abbiamo anche comprato un altro forno per riuscire a smaltire il lavoro. Insomma, sono tutte auto da “raddrizzare” e da riverniciare: ne avremmo fatte circa seicento, e dobbiamo ancora finire. A giugno- luglio del 2019 abbiamo cambiato almeno 15 parabrezza al giorno... Pur potendo noi continuare a lavorare durante il lockdown, la gente era bloccata. Ne abbiamo approfittato per fare quelle vecchie in lista, le andavamo a prendere noi con il carro attrezzi. Sto dando appuntamenti a fine novembre- dicembre. Il danno comunque vale due anni, non c’è quindi una scadenza immediata».



«La grandine di questi giorni - dice Marco Pignatti - ha creato tante piccole ammaccature su cofani e tetti, non sono botte, crateri come quelli di giugno 2019. Alcune auto si riescono a riparare senza verniciature. Le spese sono comunque alte. Quando c’è la verniciatura si va dai 4-5mila euro in su. Se la vettura è vecchia, bisogna vedere se davvero ne vale la pena».



Alla Carclinic di viale Montecuccoli, come riferisce l’addetto Loe Ciolli - hanno pressochè «terminato le auto danneggiate della vecchia grandinata. Adesso iniziamo con le nuove richieste. Ne sono già arrivate alcune. Si andrà comunque dopo agosto, settembre o ottobre». —



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