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Modena, 4mila animali salvati dal Centro Il pettirosso nel 2019


MODENA Sono quasi quattro mila gli animali selvatici soccorsi nel territorio modenese nel corso del 2019 dai volontari del Centro fauna selvatica Il Pettirosso di Modena; a questi si aggiungono altri due mila esemplari salvati a livello nazionale a supporto delle azioni dei Carabinieri Forestali per il contrasto al bracconaggio e al traffico illegale di animali promosse in tutta Italia. I numeri sono scaturiti nel corso della visita al Centro di via Nonantolana 1217, martedì 14 gennaio, della nuova comandante della Polizia provinciale Patrizia Gambarini, accompagnata dal responsabile dell'associazione Piero Milani.



Parte di questi animali sono tuttora ospiti nel Centro, ma la maggior parte sono stati liberati dopo le cure con una percentuale di reinserimento che sfiora l'80 per cento, grazie al lavoro di oltre 50 volontari. Nel dettaglio sono stati salvati e recuperati in situazioni di difficoltà numerosi caprioli, di cui una decina di piccoli, sopravvissuti alle nevicate primaverili, avvenute nel periodo riproduttivo, poi daini, cervi, uccelli, ricci, istrici e tassi. Buona parte dei caprioli, inoltre, sono stati liberati nel Parco dell'Adamello sulla base di un accordo con le autorità dell'area protetta.



Non sono mancati, anche nel 2019, alcuni recuperi di fauna esotica come un pitone reale, recuperato a Cavezzo sull'argine del fiume, e diversi pappagalli. La struttura attualmente ospita quasi quattro mila animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui diversi rapaci, caprioli, cervi, lupi oltre alle linci accudite in un ampio recinto attrezzato, unico nel suo genere in Italia, che fa parte di un Progetto europeo di conservazione di questa specie; inaugurata nel 2016, la struttura occupa un terreno dove in passato sorgeva una delle discariche di via Caruso.



Il Centro svolge anche un’intensa attività didattica in costante crescita con centinaia di studenti che hanno visitato la struttura e nel corso del 2019 sono state allestite diverse arnie parte di un percorso per la tutela delle api. Tutte le informazioni sono disponibili nel sito www.centrofaunaselvatica.it, oppure sulle pagine Facebook e Instagram del Centro.



Gli interventi scaturiscono dalle segnalazioni dei cittadini ma anche delle forze dell'ordine e dalle istituzioni; per le richieste di intervento sono attivi 24 ore su 24 i numeri telefonici 339 8183676-339 3535192, oppure è possibile chiamare il 112.



Tra le attività figura anche  il recupero delle carcasse. Come rileva Piero Milani, responsabile del Centro, «nel 2019 abbiamo effettuato circa 150 recuperi di animali selvatici, soprattutto tassi, istrici e caprioli in gran parte investiti da veicoli in transito, un fenomeno che riguarda sia la montagna che la pianura e che si acuisce in inverno, quando gli animali tendono a stazionare pericolosamente sulla carreggiata stradale per cibarsi del sale sparso contro il ghiaccio».



Le caratteristiche di ogni intervento saranno riportate su un apposito registro con documentazione fotografica quando si tratta di particolari specie, in base a specifiche linee guida indicate dalla Provincia che effettuerà entro le 24 ore successive al recupero, tutti gli eventuali accertamenti tecnici sulle carcasse.



NASCE UN BOSCO DI ABETI



Sono oltre 100 gli alberi di Natale raccolti dopo le feste dal Centro fauna selvatica "Il Pettirosso" di Modena, donati da vivai o da cittadini che hanno risposto all'appello dell'associazione. L'obiettivo, raggiunto con successo, è quello di allestire un bosco di abeti sulla collina, adiacente al centro in via Nonantolana 1217 a Modena, che ospita il recinto delle linci; buona parte degli alberi sono già stati piantumati, altri lo saranno nei prossimi giorni. Lo scopo dell'iniziativa è duplice: migliorare la qualità ambientale del Centro dove sono ospitati oltre 600 animali selvatici, salvati in situazioni di difficoltà, e garantire una più efficace barriera antirumore naturale per le linci. Non a caso l''appello recitava "Salva un albero di Natale per fare stare meglio gli animali».


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