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Luca Pasini: «Sono cresciuto nella natura Poi un prof mi ha stregato e sono finito sull’Himalaya»


SERRAMAZZONI  “Mi arrampicavo ovunque, soprattutto sulle porte fin da piccolo” racconta Luca Pasini, alias Paso, classe 1978, con le radici nelle terre del Frignano, tra Serramazzoni, Pavullo e la frazione di Montecuccolo, dove c’era la casa di famiglia della mamma. “Giravo nei boschi, passavo le giornate a camminare, curiosare, tra sentieri e tracce, tra profumi e rumori, odori, silenzi, squarci improvvisi, animali. Stavo nei boschi giornate intere, mi dovevano venire a cercare, spesso, io camminavo, andavo”.



“Fin da piccoli con gli amici andavamo a fare le uscite con il Cai locale: quante esperienze, gli adulti ci portavano in campeggio e a fare un sacco di esperienze. Quelli erano gli anni in cui almeno d’estate a Serramazzoni spesso si faceva fatica a passare per il centro, da quanta gente c’era. La pineta era viva e anche il Valverde. Noi bambini venivamo coinvolti anche in iniziative che oggi si direbbero green, ecologiche: ogni anno si pulivano i boschi, ad esempio, tutti assieme: ci passavano il rispetto per l’ambiente in modo naturale. Si stava benissimo, è un peccato vederla così oggi, dopo averla vissuta così vivace e pulsante”.



“Ho passato un’infanzia in mezzo alla natura e a scuola son migliorato col tempo, all’inizio mi annoiavo, molte materie non erano per me interessanti, e quindi mi distraevo, mi sconcentravo, la mia testa andava altrove. Solo alle medie ho avuto la fortuna di incontrare un professore che mi ha cambiato la vita, in questo senso. Si chiamava Filippo Sala, era conosciuto perché aveva partecipato a una spedizione sull’Everest, ascoltarlo era un piacere, anche studiare era un’altra cosa, con lui”.



“Da lui si è sedimentato quel sogno, quel desiderio che poi è diventato realtà con il trekking di 186 chilometri con le notti a meno venti gradi, in sacco a pelo, proprio là, in quei luoghi che tanto mi avevano incantato nei racconti di quel mio vecchio prof, nella catena dell’Himalaya, in compagnia del mio socio e amico de Angelis. Abbiamo raccontato quell’esperienza a Pavullo, a Palagano, a Serramazzoni. Ci farebbe ovviamente piacere condividerla ancora, noi siamo disponibili”.



“Anche il negozio sportivo, il Seven Summits Sport, è nato quasi per caso, davanti a qualche birra. E dai una volta e dai due alla fine io e il mio socio ci siamo decisi e lo abbiamo aperto. Io penso che sia dall’interno che si possa ridare energia ai paesi, entusiasmo ai giovani. Per questo ad esempio stiamo organizzando, per questa estate, una serie di appuntamenti che possa coinvolgerli, conquistarli, affascinarli. Abbiamo già proposto escursioni nei dintorni con Stefano Toni, guida ambientale, che il territorio lo conosce bene e racconta aneddoti, leggende e curiosità che nemmeno io, che sono del posto, avevo mai sentito. Continueremo così”. —