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La tragedia di Carpi / Vicini e parenti straziati «Ti cercava con gli occhi Ora non vedremo più il suo volto luminoso»


CARPI Il ragazzo che cercava con gli occhi e regala affetto. Così era conosciuto e amato tra parenti e amici Daniele Losi, tanto che ieri, quando la notizia ha fatto rapidamente il giro di via Longhena e del quartiere, molti sono scesi in strada, richiamati dal via vai di ambulanze e carabinieri.



«Ho visto la mamma del ragazzo che cercava di aprire la porta - racconta il vicino Contardo Campedelli - Ho pensato che ci fossero problemi alla porta: poi ho capito, vedendo i pompieri e i militari...».







Non riesce a trattenere le lacrime Loris Diacci, referente di controllo di vicinato. «Daniele viveva allettato o su una carrozzina dove poteva stare steso da quando è nato - aggiunge Loris - Il papà era tutto per lui, come la mamma. A Daniele mancava molto non poter andare al centro che frequentava ogni giorno. Noi del controllo di vicinato facciamo sempre un giro dopo cena e salutavamo lui e il papà. Era dolce, espressivo, ti cercava con gli occhi. L’ho visto l’ultima volta cinque o sei giorni fa e ho capito che soffriva per la mancanza delle sue attività. E un genitore sta male per forza anche lui quando vede un figlio così».







Il vicino Gianni Gamberini aggiunge che «sicuramente per lui era dura rimanere in casa dal mattino alla sera. Noi ci salutavamo quasi semprenell’andare a portare a spasso il cane».



Maria Grazia Camurato, amica da 40 anni di Gabriella avrebbe dovuto andare a trovarla proprio ieri. «In quella famiglia sono tutti buoni come il pane - dice - Non ho mai notato nessuna situazione particolare. Gabriella era in pensione, prima lavorava con il marito, mai abbiamo visto stanchezza».







Cordoglio è espresso anche dal sindaco Alberto Bellelli. «Il mio primo pensiero va a quella donna - mamma e moglie - che si ritrova oggi in una condizione drammatica e incomprensibile - aggiunge il primo cittadino - Faccio un appello a tutti a essere cauti nel giudizio. Appena appresa la notizia mi sono sincerato, con l'assessore alle politiche sociali, quali fossero i rapporti della famiglia in questione con le istituzioni e i servizi». Lui e la sua famiglia sono stati «raggiunti dalle telefonate che periodicamente facciamo per sapere qual è la situazione, se si riscontrano particolari difficoltà. Nell'ultima telefonata, risalente alla settimana scorsa, secondo le informazioni riportate dalla famiglia era tutto a posto, anzi la famiglia chiedendo quando sarebbero potuti accedere al servizio del centro diurno, si preoccupava della salute del figlio dicendo che avrebbero preso la cosa con estrema cautela, data la fragile condizione sanitaria del ragazzo in un momento così delicato».



L’assessore alle Politiche Sociali Tamara Calzolari ribadisce che proprio pochi giorni fa c’era stata l’ultima videochiamata: «Siamo profondamente addolorati e sbigottiti. Il ragazzo aveva un carattere positivo, la famiglia è stata è descritta come equilibrata. Dai messaggi col papà l’educatrice ci ha confermato che non erano emerse criticità e questa situazione era inimmaginabile».



Anche il comitato direttivo di Adifa esprime cordoglio e conferma «l’impegno per le famiglie con casi di disabilità». —



S.A.

 


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