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La lotta al Coronavirus: ecco i 12 progetti avviati dai ricercatori dell'Università di Modena


1- CARLO SALVARANI Il Tocilizumab contro la “tempesta”



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Si è conclusa con risultati incoraggianti la sperimentazione di Fase 2 coordinata dal professor Carlo Salvarani del Tocilizumab, un farmaco biologico, già usato con successo nel trattamento dell’artrite reumatoide, inibitore specifico dell’interleuchina 6, una citochina che gioca un ruolo importante nella risposta immunitaria ed è implicata nella patogenesi di molte malattie caratterizzate da una importante risposta infiammatoria.



2- Mario Luppi Lo studio sui farmaci anticoagulanti



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Il lavoro di ricerca della Struttura Complessa di Ematologia del Policlinico, diretta dal professor Mario Luppi, riguarda l’impatto sul sistema emostatico. La profonda alterazione dei meccanismi emostatici determina uno stato di ipercoagulabilità che può condizionare negativamente la prognosi. Le osservazioni emerse finora, per quanto promettenti, sono ancora preliminari per poter giustificare l’uso di farmaci anticoagulanti al di fuori delle indicazioni.



3 -  Enrico ClIni La guida all’uso dei respiratori invasivi



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Il miglioramento delle terapie è al centro dello studio recentemente pubblicato dal professor Enrico Clini, direttore della Struttura complessa di Malattie dell’Apparato respiratorio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, sul fronte della ventilazione meccanica non invasiva. Se i risultati verranno confermati, il test sullo sforzo respiratorio consentirà di decidere in anticipo quando intervenire con un respiratore invasivo.



4 - ANDREA COSSARIZZA  La distribuzione dei linfociti



Baggiovara l'attività nei laboratori in emergenza coronavirus



L’immunologo Andrea Cossarizza ha descritto nei dettagli la diversa distribuzione dei principali tipi di linfociti presenti nel sangue dei pazienti ricoverati al Policlinico. La frequenza nei pazienti con Covid-19 di cellule che esercitano funzioni differenti e producono più molecole contemporaneamente all’interno delle famiglie dei linfociti helper o citotossici è molto diversa da quella di un soggetto non affetto dalla malattia.



5 - ERICA VILLA, TOMMASO TRENTI e ELISABETTA BERTELLINI La scoperta della proteina “X



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Lo studio su marker prognostici e sulla medicina di genere è seguito dalla professoressa Erica Villa, direttrice della Struttura Complessa di Gastroenterologia del Policlinico, dal dottor Tommaso Trenti e dalla dottoressa Elisabetta Bertellini. La loro ricerca si concentra sui diversi aspetti fisiopatologici tra i due sessi nonché sui marker a partire dalla cosiddetta proteina “X” che indica quali sono i contagiati più a rischio.



6 - FABIO FACCHINETTI Madre-feto, i rischi di trasmissione



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Nella Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia, il professor Fabio Facchinetti è tra i coautori di due studi multicentrici in collaborazione con colleghi lombardi: nel primo si dimostra che nel parto per via vaginale il rischio di trasmissione madre-feto sembra essere remoto. Il secondo lavoro descrive la maggior benignità dell’infezione nelle gravide, ma conferma che l’obesità è fattore di aggravamento della condizione.



7 - MARCO VINCETI E TOMMASO FILIPPINI  Inquinamento e lockdown



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Ricerche epidemiologiche internazionali promosse dal professor Marco Vinceti, ordinario di Sanità Pubblica, e dal dottor Tommaso Filippini, hanno preso in esame due aspetti particolarmente discussi e rilevanti dell’epidemiologia del Covid-19: i fattori di rischio dell’infezione, in particolare elevati livelli di inquinamento atmosferico, e l’efficacia delle misure non farmacologiche di prevenzione, quali le restrizioni alla mobilità personale.



 



8 MASSIMO DOMINICI, MICHELE ZOLI E FABIO TASCEDDA Una speranza dalle cellule staminali



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Un gruppo di lavoro coordinato dal professor Massimo Dominici della Struttura Complessa di Oncologia propone una strategia sperimentale per la cura del Covid-19 grazie a una terapia basata su cellule stromali-staminali mesenchimali. Un consorzio europeo cui partecipa il gruppo di ricerca del professor Michele Zoli, direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, è focalizzato sui possibili effetti positivi dei recettori per la nicotina.



9 ELENA VERONESI e il team dismi-chimomo-dief Mascherine: certificazione e riutilizzo



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La dottoressa Elena Veronesi, ricercatrice Unimore, è impegnata da mesi con la certificazione dei dispositivi di protezione individuale, in particolare le mascherine facciali, mediante innovativi testi di biocompatibilità in vitro messi a punto nei laboratori convenzionati con Unimore. Il riutilizzo delle mascherine è invece al centro del lavoro di un gruppo di ricerca interdisciplinare che coinvolge ricercatori del Dismi, del Chimomo e del Dief.



10 COSTANTINO GRANA E RITA CUCCHIARA Intelligenza artificiale: una risorsa



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Un settore interessante comprende le applicazioni dell’intelligenza artificiale. Nell’ambito del progetto Europeo DeepHealth (professor Costantino Grana) si sta lavorando su algoritmi per la segmentazione automatica di immagini e dati3D. Un progetto tra Cini lab Aiis (professoressa Rita Cucchiara) e Sirm (Roberto Grassi) raccoglierà dati di malati Covid per organizzare quest’estate una grande competizione tra gruppi di ricerca.



11 JOHNATHAN MAPELLI La tele-auscultazione toracica



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Il gruppo formato dal professor Jonathan Mapelli, fisiologo del Bmn, in collaborazione con Mat3D, spin-off di Unimore, intende ingegnerizzare un dispositivo di tele-auscultazione toracica basato sull’utilizzo combinato di uno stetoscopio e di uno smartphone. La soluzione proposta consente di interfacciare in modo semplice lo smartphone del caregiver con un comune stetoscopio e permette di effettuare una auscultazione a distanza.



12 GIORGIO DE SANTIS E LUIGI CHIARINI Chirurgia e maschere anti decubito



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L’inusuale decubito in posizione prona durante molte fasi della permanenza in terapia intensiva ha portato alla luce nei pazienti nuove lesioni coinvolgenti unità estetiche del volto quali il naso (necrosi nasali), il mento (necrosi mentoniera) e le regioni zigomatiche, e questo ha stimolato la chirurgia plastica e ricostruttiva (professori Giorgio De Santis ed Alessio Baccarani) e maxillo-faciale (professor Luigi Chiarini) a svolgere ricerche.


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