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La funivia è chiusa Sostituita una fune ma mancano le carte per farla ripartire



Perché la funivia Passo del Lupo - Pian Cavallaro è ancora chiusa con lavori in corso in alta stagione turistica? Se lo stanno chiedendo tanti escursionisti e bikers che in questi giorni fanno tappa sul Cimone, in fuga dall’opprimente calura. La biglietteria è chiusa con sulla porta un cartello che motiva lo stop con generici “problemi tecnici” senza indicazioni sui tempi di ripristino del servizio. E questo alimenta perplessità: la funivia è un passaggio d’obbligo in qualsiasi vacanza sul Cimone, per la suggestione del viaggio sospeso ma anche per ragioni logistiche perché conduce a Pian Cavallaro e al rifugio, punto strategico per le salite in vetta.

La situazione di stallo non dovrebbe protrarsi per molto: verso la metà di luglio la funivia dovrebbe essere di nuovo pienamente operativa. La situazione è figlia di un problema non da poco: l’impianto è stato chiuso quest’inverno per un problema a una delle due funi portanti, arrivata a fine corso per usura. Ma sostituire un cavo del genere non è semplice, per costi, complessità d’intervento, iter autorizzativo e certificazioni finali che fanno capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Ci siamo attivati subito per chiedere un finanziamento alla Regione - spiega il sindaco di Sestola Marco Bonucchi - che ha confermato l’attenzione di sempre per il Cimone stanziando 100mila euro a fine 2018. A gennaio abbiamo provveduto a ordinare la fune alla ditta di Brescia specializzata in questo tipo d’interventi, unica in Italia. Il pezzo va costruito su misura con una lavorazione molto particolare, data l’importanza, e che richiede diversi mesi. Il cavo ci è stato consegnato a fine maggio e a giugno sono subito iniziate le procedure di montaggio, già ultimate. Ora sono in corso le fasi di manutenzione».

Completate queste, serve la certificazione dell’Università di Milano sulla regolare esecuzione d’opera che va inviata al Ministero. Il quale poi deve venire sul posto con i propri tecnici per le verifiche e gli adempimenti di collaudo: solo a questo punto l’impianto può essere riaperto. «Stiamo sollecitando perché la procedura sia completata al più presto e si possa finalmente riaprire la funivia, che è sempre stata un elemento fondamentale nell’estate sestolese - aggiunge Bonucchi - Ci hanno garantito che tra il 15-20 luglio tutto l’iter dovrebbe essere completato, permettendo di ripartire. Ai turisti chiedo di pazientare ancora un po’, d’altronde l’apertura giornaliera della funivia è sempre stata attorno alla metà di luglio. Quest’anno l’avremmo fatta funzionare volentieri anche prima, vista l’ondata di caldo, ma ci sono da fare tutti questi passaggi. Un iter lungo ma comprensibile, visto che ne va della sicurezza degli utenti». —