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Il testimonial Accorsi costa 300mila euro all’Emilia Romagna «Potevate dirlo»


Il progetto che vede Stefano Accorsi coautore e testimonial della promozione triennale delle città d’arte dell’Emilia-Romagna, della cultura e del cineturismo prevede un compenso di centomila euro più Iva annui da parte della Regione Emilia-Romagna (l’ingaggio dell’attore ha una durata di tre anni).



A scoprire la cifra è stato il modenese Michele Barcaiuolo, consigliere e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia.



BOLOGNA «Per conoscere il compenso percepito dall’artista ho dovuto fare un accesso agli atti», quando, dice, «sarebbe stato più giusto e doveroso che l’informazione fosse comunicata in fase di presentazione del progetto in ottica di correttezza e trasparenza, senza costringere un consigliere ad utilizzare un atto ispettivo», commenta il consigliere di Fratelli d’Italia.



E promette: «Vigileremo sull’effettiva utilità del progetto a fronte di una spesa complessiva di trecentomila euro più Iva. È importante e necessario rilanciare il turismo e il patrimonio artistico della regione, ma è altrettanto doveroso un controllo sull’utilizzo senza sperperi delle risorse dei cittadini».



Nel dirlo, il comunicato dell’esponente di Fratelli d’Italia, rileva che «il compenso ad Accorsi, evidentemente, presuppone una presenza importante e continuativa sia nella qualità che nella quantità dell’artista nel ruolo offertogli da Bonaccini».



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Assieme ad Accorsi, per rilanciare il turismo nelle città d’arte (Modena compresa), praticamente azzerato dal Covid, l’Emilia-Romagna ha “reclutato” anche Alberto Tomba e Paolo Cevoli, rispettivamente testimonial per la montagna e l’Appennino e la Romagna e il mare.



All’attore bolognese tocca l’impresa di rilanciare l’immagine delle città d’arte puntando in particolare sui luoghi del cinema. L’Emilia-Romagna ha infatti diversi percorsi, con relativi pacchetti turistici, sotto il segno dei big del cinema, dalla Bologna di Pier Paolo Pasolini alle campagne modenesi e parmigiane di “Novecento” di Bertolucci, dalla Rimini di Fellini alla Ferrara di Antonioni.



Oltre a promuovere questi percorsi, per i prossimi tre anni accorsi racconterà sui suoi profili social (ottocentomila euro follower in tutto) le bellezze delle città emiliano-romagnole. Ma in programma c’è anche un docu-film che sarà presentato ai festival.



«Raccontare la mia terra e i percorsi di cinema e magari portare un po’ di cinema contemporaneo qua è una grande opportunità», ha detto Stefano Accorsi, alla presentazione del progetto alcuni giorni fa a Bologna accanto al governatore della Regione Stefano Bonaccini.



E due giorni fa, all’assemblea regionale di Confesercenti, l’assessore al Turismo Andrea Corsini, ha confermato come ci sia bisogno di dare una mano alle città d'arte: «Abbiamo un problema molto serio nelle città d'arte, dove il blocco dei voli ha azzerato le presenze internazionali. È il prodotto turistico che soffre di più, per questo abbiamo costruito una campagna di promozione che ha come volto Stefano Accorsi». —



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