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Il ministro Speranza: "Pronti a riaprire i punti nascita" Pavullo e Mirandola sperano


BOLOGNA. «Dobbiamo ascoltare questo grido che arriva, soprattutto, dalle aree interne. Per me le aree interne sono fondamentali: la tutela della sicurezza delle mamme e dei nascituri è sempre la prima cosa, ma questo grido va ascoltato con la massima attenzione. E noi lo faremo».



Lo ha detto, a margine di un'iniziativa organizzata dallo Spi-Cgil a Bologna, il ministro della Salute Roberto Speranza rispondendo a una domanda dei cronisti sui punti nascita, uno dei temi della campagna elettorale in vista dell'appuntamento alle urne del 26 gennaio.



«Abbiamo approvato da pochi giorni il Patto per la salute - ha spiegato il ministro - quindi non facciamo propaganda, non è nel nostro stile. Nel Patto per la salute, sottoscritto dal Governo e da tutte le regioni italiane, nella scheda 15 si prevede une revisione del decreto ministeriale 70 che, al suo interno, disciplina anche la questione dei punti nascita».



E subito è arrivata la conferma del governatore uscente Stefano Bonaccini «Riapriremo i punti nascita in montagna, si tratta solo di definire con il Ministero il percorso più conseguente. Finalmente ho trovato un ministro che ci ha dato ascolto rispetto al totale disinteresse e silenzio del Governo precedente».



Così il governatore uscente dell'Emilia Romagna e candidato del centrosinistra per le elezioni regionali Stefano Bonaccini ha commentato, a margine di un evento dello Spi-Cgil a Bologna, le parole del ministro della Salute Roberto Speranza sui punti nascita. Prima di partecipare all'iniziativa, alla quale partecipa anche lo stesso Speranza, Bonaccini ha spiegato: «Il ministro Speranza nel Patto per la salute ha introdotto, nella scheda 15, la revisione del decreto ministeriale 70. Confido che così potremmo riaprire i punti nascita in montagna, mi aspetto che, rivedendo quel provvedimento, si andranno a rivedere i parametri che garantiranno, nei punti periferici a partire dalla montagna, una rivisitazione di ciò che, prima, rendeva impossibile mantenerli aperti. Addirittura, noi potremmo, con un'altra misura presa da questo Governo - ha concluso il governatore uscente - anche aumentare la dotazione di personale, senza dovere guardare a limiti o a tetti di spesa».


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