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Fuori campo, al via la terza edizione della rassegna contro l’abbandono dello sport giovanile: tra laboratori e tesrimonianze



Ludovico Fossali


Stavolta oltre alla pallavolo ci sono la danza, il judo e il nuoto. Continua l’impegno contro l’abbandono dello sport giovanile la rassegna “Fuori Campo – Una risposta innovativa al fenomeno del Drop out”, il progetto locale a favore dello sport che coinvolge le società del territorio: a cinque mesi dall’affollatissima serata di epilogo ai… fornelli della seconda edizione tra Carpi e Soliera, la manifestazione itinerante torna con una terza tornata di appuntamenti tra Modena, Spilamberto e San Cesario con l’intervento di quattro sodalizi ben radicati nella nostra provincia. In campo ci saranno infatti Altroritmo Tonika (danza), Geesink Due (judo), Team Nuoto Modena (nuoto) e Volley San Cesario (pallavolo, era già stata ospite del progetto), ma soprattutto i ragazzi che saranno i veri protagonisti assieme agli esperti chiamati in causa. L’organizzazione fa sempre capo all’associazione sportiva Young Volley, in collaborazione con l’associazione di promozione sociale Fuori Campo 11 e con la psicologa dello sport Valentina Marchesi; e col co-finanziamento dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

IL PROGRAMMA – La formula di successo ricalca i precedenti appuntamenti e Fuori Campo si sviluppa programmando quattro incontri con ciascuna società, proponendo uno schema comune ma con differenti ospiti e declinazioni a seconda della disciplina. Si inizia domani – 8 ottobre – col ciclo “Oggi alleno io”, un laboratorio esperienziale guidato dalla dottoressa Marchesi in risposta al rapporto con l’allenatore, ma anche per contrastare il senso di fallimento individuale e la sperimentazione della leadership; il primo appuntamento è a San Cesario con l’under 15 di Altroritmo Tonika, quindi nelle settimane successive toccherà all’under 14 del Volley San Cesario, alle categorie Junior-Cadetti-Esordienti del Geesink Due di Spilamberto e ai Ragazzi del Team Nuoto Modena.

In novembre sarà la volta di “Teatro in campo”, un laboratorio teatrale finalizzato a permettere di ritrovare la fiducia nelle proprie capacità e a sviluppare il tema della consapevolezza in scena-campo: assieme all’associazione sassolese-reggiana Quinta Parete, la palestra diventerà un palcoscenico nel quale gli atleti impareranno a esprimere le emozioni e a comunicare in maniera più semplice, agevolando perciò l’appianamento dei problemi che accompagnano la crescita, come la timidezza e il rapporto col corpo che cambia.

In dicembre “Incontro col campione” sarà il terzo tour di appuntamenti, in risposta alla difficoltà a conciliare scuola e allenamenti oltre che sul tema delle relazioni con coach e compagni: appunto ogni volta un differente campione, sempre legato al territorio, racconterà il proprio vissuto da praticante prima che di atleta di successo, prendendo poi fattivamente parte a un’esibizione della disciplina specifica del club. Nelle palestre così si succederanno stelle di casa nostra come Ludovico Fossali e Sara Desini, giusto per citare due dei quattro ospiti. Fossali ha ormai bisogno di poche presentazioni: originario di Vignola e già capace della vittoria iridata under20, due mesi fa in Giappone ha conquistato l’oro mondiale nella specialista “Speed”, eccezionale risultato che gli ha permesso di qualificarsi per le Olimpiadi di Tokio 2020. La sarda e modenese d’azione Desini, azzurra della Nazionale di sitting volley che costituisce una delle eccellenze dello sport inclusivo italiano, è fresca dell’argento ai campionati europei femminili di categoria: una medaglia che a sua volta la porterà a sua volta in Giappone l’anno prossimo alle Paralimpiadi con una squadra che sta facendo emozionare tutti gli appassionati di sport e non solo di pallavolo.

L’ultimo ciclo di incontri, in gennaio dell’anno prossimo, sarà “La merenda dell’atleta”: si tratterà di un laboratorio, realizzato con la nutrizionista dello sport Chiara Mezzetti, votato all’insegnamento del “prendersi cura di sé” grazie all’illustrazione di un’alimentazione corretta e di stili di vita salutari, servendo anche il tema del team building.

IL GRAN FINALE – Proprio proseguendo il discorso de “La merenda dell’atleta” prenderà vita l’appuntamento conclusivo del progetto: a inizio febbraio andrà in scena una “Gara di buffet” destinata a coronare l’esperienza. I protagonisti saranno i ragazzi delle quattro società, che concretizzeranno gli insegnamenti della nutrizionista realizzando vere e proprie spese con un budget definito e con le quali concepiranno piatti secondo le logiche del benessere psico-fisico: sarà una festa nella quale lo staff di Fuori Campo premierà le pietanze e celebrerà il percorso compiuto, consentendo alle società di “restituire” i concetti e valori approfonditi nei diversi appuntamenti.

LE MOTIVAZIONI – Gli incontri alterneranno quindi pratica e teoria e i ragazzi saranno chiamati a fornire un feedback. Il progetto è il frutto di anni di sondaggi che hanno coinvolto adolescenti dai 15 ai 17 anni che praticano sport di squadra sul territorio; le stime indicano che il 20% dei maschi e il 40% delle femmine interrompono l’attività agonistica per difficoltà a conciliare scuola e allenamenti, disaccordo con l’allenatore, assenza di divertimento, genitori invadenti e scarse possibilità di successo. Ragioni che spesso sfociano nel passaggio a discipline meno impegnative e nell’abbandono della pratica sportiva: un’idea negativa contro la quale si batte proprio Fuori Campo.

IL COMMENTO – Massimo Merighi dell’associazione sportiva Young Volley spiega che «Fuori Campo è giunto alla terza edizione perché risponde in modo essenziale e preciso alle esigenze delle società sportive: il progetto è nato per contrastare l’abbandono allo sport e le realtà coinvolte sono proprio quelle che sentono maggiormente il bisogno di arginare il fenomeno; realtà nelle quali l’abbandono di pochi atleti comporta problemi nella pianificazione dell’attività. Queste società vanno avanti col volontariato e con poche risorse finanziarie e il nostro progetto è particolarmente sentito, anche perché viene “cucito” sulla pelle dei gruppi che partecipano. E con l’aiuto della nostra psicologa Valentina Marchesi, che si occupa della programmazione degli incontri, va a mirare sulle problematiche dei singoli gruppi e atleti. Questo è un valore aggiunto che affianca l’obiettivo principale della manifestazione».


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