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Formigine, fila per il tampone fino a notte fonda: attesa di 4 ore, arrivano i carabinieri


Una prova sotto stress quella che negli ultimi giorni le farmacie hanno affrontato dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di green pass sul luogo di lavoro. Basta guardare ai numeri: sono state scaricate oltre 100milioni di certificazioni verdi, col picco proprio dopo il D-day, con 1,8 milioni di pass derivanti da tamponi. La vera prova per molte farmacie di turno è arrivata domenica. Il tampone ha una durata di 48 ore, e per essere coperti il più possibile durante la settimana, sono stati tantissimi coloro che si sono presentati nei presidi per essere sottoposti al test da domenica pomeriggio fino a notte per essere già pronti all’alba. File lunghissime di cittadini arrivati per ottenere un test negativo si sono formate davanti agli esercizi aperti, e in diversi casi è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per gestire la situazione. Un esempio è dato dalla farmacia Nuova del Dott. Alberto Tavella di Formigine, che data la sua apertura serale e la scelta di eseguire tamponi senza prenotazione, è stata presa d’assalto da tutta la provincia. «Domenica abbiamo effettuato circa trecento tamponi. Dalle 19 alle 21, su prenotazione, un centinaio. Dalle 21 in poi altri duecento, con la fila che girava intorno alla farmacia. Abbiamo lavorato fino all'una e mezza di notte», racconta il farmacista Nicola Fiorini insieme a un collega. In tre a eseguire test ad un ritmo frenetico. Quando gli operatori hanno tentato di chiudere c’è stato un tentativo di rivolta da chi era in fila dalle 20: «La premessa era stata chiara. Un cartello indicava che il termine era fissato entro le 23, cosa che abbiamo riferito anche al telefono tutto il giorno a chi ci chiamava per informazioni», aggiungono i farmacisti. Per trovare una soluzione, è stato richiesto l'intervento dei carabinieri: «Ci hanno invitato a proseguire col lavoro fino al termine delle richieste per andare incontro alla cittadinanza», spiega Fiorini. Alla fine, dalla Farmacia Tavella hanno preso una decisione, come spiega Michela Tavella, figlia del titolare: «Non effettueremo più tamponi senza prenotazione dopo quanto successo domenica. Sarebbe troppo difficoltoso lavorare in quelle condizioni». Un servizio a cui tanti altri presidi hanno rinunciato, preferendo essere a conoscenza con anticipo del numero di richieste da gestire, in modo da organizzare al meglio la forza lavoro. Così, agenda alla mano, chi non si è ancora sottoposto al vaccino ha prenotato appuntamenti anche fino al termine di novembre, calcolando giorni di riposo e ore di validità della certificazione, nel tentativo di incastrare tutto come in una sorta di rebus. E intanto, le farmacie, si stanno attrezzando con i “numerini” per dare un ordine ed evitare liti sulla fila, preparandosi anche ai prossimi giorni in trincea.



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