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Finale, il pressing dei cittadini non è bastato: arriva il via libera alla maxi discarica


FINALE. La Conferenza dei Servizi si conclude con il papere positivo a maggioranza e dà il nullaosta a proseguire l’iter per la maxi discarica che ospiterà oltre un milione di tonnellate di rifiuti, il 70% dei quali saranno speciali industriali. La decisione si è concretizzata dopo la riunione avvenuta nella sede di Arpae a Modena, nonostante la posizione negativa del Comune e di Bondeno e la forte mobilitazione dei cittadini.



È stata decisiva la posizione dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po che nei giorni scorsi aveva rilevato criticità idrogeologiche al progetto nel territorio finalese, un territorio che oltre ad essere terremotato, ha una storicità alluvionale. Il timore dell’Autorità era stato reso pubblico dal sindaco Sandro Palazzi e dall’onorevole Vittorio Ferraresi. Ma ieri mattina lo stesso ente ha invece prodotto un documento molto più conciliante, di appena tre pagine, in cui ritorna sui suoi passi e mitiga le dichiarazioni richiamando a “una messa in sicurezza dell’impianto al fine di ridurne la vulnerabilità”, oltre alla predisposizione di un piano di emergenza.



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Finale - alla Conferenza hanno partecipato il sindaco, gli assessori Gianluca Borgatti e Beatrice Ferrarini con i capogruppo in Consiglio Agnese Zaghi, Erik Panzetta, Carlo Meletti, Stefano Lugli e Andrea Pavani - ha a lungo sperato che il documento portasse ad un nuovo rinvio proprio per dare modo al Comune di avanzare controdeduzioni (era avvenuto la volta scorsa proprio per il rischio idrogeologico e l’assenza dell’Autorità di bacino). Ma la sensazione è che non ci fosse più tempo e la Conferenza è proseguita senza sosta. Il rinvio è infatti diventato una chimera dopo i pareri positivi di protezione civile e Arpae anche il consorzio di bonifica di Burana si è dichiarato favorevole a questo progetto tramite i suoi tecnici.



«Non hanno presentato una documentazione scritta a riguardo - fa notare il portavoce dell’osservatorio civico “Ora tocca a noi” Maurizio Poletti - è grave da un organo che dovrebbe tutelare le nostre acque, non si capisce se è politico o è tecnico».



E a nulla è valso il disperato tentativo di Palazzi di appellarsi ad una legge del 1990 che, a fronte della mancanza di unanimità e con nuovi elementi tecnici, avrebbe dovuto riportare tutta la documentazione al Consiglio dei ministri. Nuovo vicolo cieco. E così il nullaosta della Conferenza dei Servizi è propedeutico ad una delibera di Giunta regionale che dovrà ratificare il progetto di Feronia, portandolo di diritto nel piano regionale dei rifiuti.



«È andata male, ma non è finita - tuona il sindaco - Ci rivolgeremo al Tar. Sul ricorso abbiamo più elementi su cui far valere le nostre ragioni, elementi oggettivi come la variante del piano regolatore e far valere la volontà popolare. In questa nuova fase avremo più peso politico».



Al ricorso lavorerà in concerto con l’osservatorio civico che si è subito reso disponibile a aiutare nella produzione di un piano, come annuncia Poletti: «Parteciperemo al tavolo di lavoro per il Tar e rimobilitiamo tutta la città, quello che è andato in scena a Modena è stato un sopruso». —