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Fight Club. al Novi Sad di Modena cazzotti tra studenti con pubblico e filmati


MODENA. Si guardano con aria di sfida per qualche secondo e poi parte il “duello”. Schiaffi e pugni, uno dei due contendenti va giù e viene colpito ancora, fino a quando il pubblico con un’ovazione non stabilisce che il vincitore può smettere di infierire.



Modena, parco Novi Sad: un'arena per risse tra studentifoto da Quotidiani localiQuotidiani locali



I protagonisti di tre brevi video che stanno circolando in questi giorni in rete sono due ragazzini, troppo giovani per essere chiamati uomini. Hanno indicativamente tra i 15 e i 18 anni, così come le decine di spettatori che assistono alla rissa. Lo scenario dapprima non è identificabile, poi negli ultimi secondi è visibile il foro Boario. Il tutto è avvenuto al parco Novi Sad, a due passi dalla stazione delle corriere, crocevia fondamentale del trasporto scolastico, dove ogni giorno passano migliaia di studenti provenienti dalla provincia. Non è certo né chi siano i protagonisti, né quando sia stato girato, ma presumibilmente nell’ultimo periodo visto che sta rimbalzando tra cellulari in questi giorni. E non si può escludere che lo scontro sia stato pianificato, convocando anche gli spettatori.



Sono tre i video che riprendono l’episodio violento e sono stati registrati da altri ragazzi che assistono alla scena. Chi ha visto il film Fight Club può farsi un’idea. Il più lungo e nitido dura 35 secondi e mostra lo scontro dall’inizio alla fine ed è da questo che è possibile scorgere con chiarezza il Novi Sad.



La rissa dura pochissimo, meno di venti secondi, un lasso di tempo in cui però vengono ripresi trenta colpi. Il contendente di destra va all’attacco, affonda due colpi senza andare a segno. La reazione di quello di sinistra è veloce e feroce. Colpisce l’avversario al volto con violenza e lo manda al tappeto, lo bracca e gli si mette sopra. A quel punto scatta una sequenza di una trentina di colpi velocissimi.



Destro, sinistro. Uno dietro l’altro, diretti al torace e alla schiena del giovane a terra, che fortunatamente ha ancora la lucidità di rannicchiarsi in posizione fetale e proteggersi il capo. In un incontro di pugilato l’arbitro, dopo il primo colpo da ko, sarebbe intervenuto per porre fine alla contesa. Qui no, qui si va avanti.

Gli spettatori lasciano andare ancora per diversi secondi e solo quando è chiaro che il giovane a terra non ha più la forza di reagire qualcuno allunga una mano per fermare il “vincitore”. Sembra chiaro dalle immagini che alla rissa assistono ragazzi più grandi, che fungono quasi da garanti della regolarità del duello, proprio come accadeva nei secoli scorsi. E alla fine uno solleva il perdente. Chi ha vinto è già in mezzo ai suoi amici, portato in trionfo.



Anche l’audio ha un significato profondo. Il pubblico, una ventina almeno i ragazzi inquadrati più alcune ragazze, incita e grida come in un’arena. Accompagna i colpi con gli “olè” e i “sì”, come si fa nel calcio. Ma ascoltando bene si sente chiaramente un rumore più sordo, quello dei cazzotti che vanno a segno al volto del ragazzo che di lì a poco andrà a terra.



Non si sente nessuno tentare di fermare le botte, ma anzi si distingue chiaramente una voce gridare “lo sta ammazzando”, ma non detto con tono di preoccupazione, ma solo di esaltazione