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Fca, oltre 700 euro in busta per i 3.300 lavoratori modenesi



Quella di ieri è stata una giornata cruciale per la trattativa che deve definire il contratto dei lavoratori italiani del Gruppo Fiat Chrysler, circa 87 mila addetti.

Una trattativa che coinvolge anche migliaia di addetti modenesi: Fca tra Modena e Maranello è presente con gli stabilimenti di Cnhi (ex New Holland), Maserati e Ferrari per un totale di 6.500 lavoratori. In realtà la trattativa contrattuale in atto non riguarda i 3.200 lavoratori di Ferrari, che è l’unica realtà del Gruppo Fiat Chrysler ad avere una contrattazione aziendale a parte.

La contrattazione a Modena coinvolge quindi i 1.800 addetti di Cnhi e i 1.500 di Maserati (200 che si occupano della produzione e 1.300 fra impiegati, tecnici e ingegneri). Contrattazione a parte, ieri Fca ha comunicato che in relazione al Piano 2015-2018 sarà erogato un premio che consisterà nel 4% della retribuzione contrattuale annua ai lavoratori italiani del Gruppo automobilistico. Il premio è un riconoscimento per il raggiungimento del 90% degli obiettivi previsti nell'ambito del Contratto collettivo specifico di primo livello (Ccsl) del periodo 2015- 2018. Fca ha informato ieri i sindacati specificando che il premio verrà erogato in maniera uniforme per tutti i settori.

I sindacati hanno comunicato che il premio quadriennale sarà pari a 880 euro medi in Fca, che corrisponde al raggiungimento del 90% degli obiettivi, e di 704 euro medi in Cnh Industrial, che corrisponde al raggiungimento dell'86% degli obiettivi (per la prima fascia gli importi sono rispettivamente di 820 e di 656 euro, mentre per la terza fascia di 1.080 e di 864 euro). Si tratta dell'ultima spettanza relativa all'accordo del 2015, che ha portato ai lavoratori di Fca complessivamente in quattro anni 6.759 euro in Fca e 5.196 euro agli addetti di Cnh Industrial.

Riguardo la trattativa per il rinnovo contrattuale, le sigle sindacali hanno aggiunto che «sono stati fatti grandi passi in avanti sulla parte normativa, ma con Cnh Industrial si rischia la rottura, a causa della richiesta di quest'ultima di modificare in peggio il sistema premiale, vanificando così quanto di buono fatto nel 2015. Abbiamo avuto una lunga e dura discussione con Cnhi ma non c’è un punto di incontro».

I sindacati hanno fatto sapere che la presa di posizione di Cnhi «è stata tanto più grave in quanto è venuta dopo due giorni di serrati confronti con la stessa Cnhi e con Fca in cui le parti hanno cercato di trovare una soluzione a tutti i più delicati nodi della parte normativa. Su questi ultimi è stata trovata un’intesa di massima, con qualche aspetto da definire, che in ogni caso ora attende di essere tradotta in testi definitivi».

Infine i sindacati attendono una risposta sulla richiesta di incrementi salariali in paga base, che ammonta al 10% a regime in quattro anni. «Speriamo - hanno detto - che nel prossimo incontro di lunedi' 11 marzo Cnhi dimostri di avere autentica volontà di rinnovare il Contratto collettivo specifico di primo livello e di non volere penalizzare ingiustamente i suoi dipendenti». «Mentre Fca e Cnhi hanno raggiunto gli obiettivi finanziari e hanno redistribuito gli utili - ha osservato Michele De Palma, segretario nazionale Fiom Cgil - per i lavoratori in questi quattro anni possiamo affermare che il saldo è negativo». —