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Emilia-Romagna, l’influenza da debellare «Acquistato un vaccino ogni quattro»


BOLOGNA La Regione Emilia Romagna ha acquistato un vaccino antinfluenzale ogni 4 cittadini. È questo il risultato dell’aumento consistente effettuato dall’ente in vista del prossimo autunno. Si tratta di 1,2 milioni di dosi, circa il 20% in più rispetto all’anno scorso con anche la possibilità di estendere l’acquisto di un altro 20 per cento. Perché? A causa del Covid. La correlazione tra influenza e pandemia è spiegata dal ministero della Salute, in una circolare: «Dal momento che nella prossima stagione influenzale 2020-2021, non è esclusa una co-circolazione di virus influenzali e Sars-CoV-2, si sottolinea l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, in particolare nelle persone ad alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra Covid-19 e influenza. Vaccinando contro l’influenza, inoltre, si riducono le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso. La vaccinazione antinfluenzale può essere offerta gratuitamente nella fascia d’età 60-64 anni. Per quanto riguarda gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie che operano a contatto con i pazienti e gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungo degenza, la vaccinazione è fortemente raccomandata nella prospettiva di una iniziativa legislativa che la renda obbligatoria». La circolare inoltre invita ad anticipare l’avvio della campagna anti-influenzale ai primi di ottobre, cosa che avverrà anche in Emilia Romagna.



L’obiettivo è raggiungere una maggiore copertura tra i soggetti a rischio e tra le categorie per le quali la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente.



Quali sono le categorie a rischio? «Tutte le persone (bambini e adulti) - spiega la Regione - con malattie croniche per le quali l’influenza può causare un aggravamento delle patologie di cui soffrono. Le persone sopra i 65 anni, il personale di assistenza (operatori sanitari e socio-sanitari) per evitare che possano contagiare i malati di cui si prendono cura e per evitare che contraggano l’influenza dalle persone ammalate. Le donne in gravidanza all'inizio della stagione a rischio pepr l’influenza, i familiari e contatti di persone ad alto rischio. Gli addetti ai servizi pubblici essenziali (come insegnanti, autisti di mezzi pubblici..) per evitare di mettere in crisi servizi necessari alla collettività. I donatori di sangue per evitare cali nelle donazioni in periodo epidemico e il personale che è a contatto con animali per diminuire la probabilità di ricombinazioni genetiche tra virus influenzali animali e umani». Le Aziende sanitarie si stanno organizzando affinché la somministrazione del vaccino avvenga nella piena sicurezza e nel rispetto del distanziamento fisico, tenuto conto che riguarda prevalentemente soggetti fragili. Il Servizio Prevenzione collettiva e Sanità pubblica regionale auspica, inoltre, la partecipazione dei medici e dei pediatri di famiglia alla sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza (la cosiddetta “sorveglianza InfluNet”), con particolare attenzione a quella virologica. —



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