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Domenica a Carpi il musicista Joe Barbieri omaggia Billie Holiday, una delle voci più intense e amate della storia del Jazz

Joe Barbieri (ph Angelo Orefice)

L’omaggio di un grande musicista di oggi ad una delle donne e delle voci più intense e amate della storia del Jazz. Con il concerto “Dear Billie,” dedicato a Billie Holiday sarà Joe Barbieri con la sua voce e la sua chitarra il protagonista del sesto e ultimo appuntamento in terra modenese del Festival Mundus 2019 che si terrà domenica prossima 4 agosto nella bella cornice di  Piazzale Re Astolfo a Carpi. Ingresso libero e gratuito. Sul palco con Barbieri, Gabriele Mirabassi al clarinetto, Pietro Lussu al pianoforte e Luca Bulgarelli al contrabbasso.


 


L’evento si tiene nell’ambito della 24esima edizione del noto festival musicale Mundus organizzato da ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna assieme alla Regione Emilia Romagna e a tutti i Comuni partecipanti, che si svolgerà fino al 15 agosto tra Carpi, Casalgrande, Correggio, Modena, Reggio Emilia e Scandiano.


Inizia e si snoda come una lettera, come una confessione necessaria, questo omaggio di Joe Barbieri a Billie Holiday. Ed in questo incipit c’è molto dello spirito, della suggestione e dell’intenzione che anima i passi di questa celebrazione laica nei confronti della regina triste di Filadelfia. Il nesso che lega Joe a Billie staziona infatti senza dubbio in una certa privata dolenza, in un graffio dell’alma che sta – se pur nella loro incomparabile distanza – nelle retrovie delle voci dei due artisti, e che li accosta, li apparenta, li rende in qualche modo solidali.


“Due sono i pilastri che nel jazz mi hanno più di ogni altri forgiato: – ci illustra lo stesso Barbieri – “Chet Baker e Billie Holiday. Al primo ho dedicato un album alcuni anni fa dal titolo “Chet Lives!”; mi rimaneva un debito morale nei confronti di Lady Day, che con questo progetto vorrei provare non tanto ad estinguere (quello è impossibile) ma quantomeno a sublimare. Sin da quando ero ragazzo, ascoltare le canzoni di Billie mi permetteva di entrare in una dimensione emotiva ‘altra’, mi dava accesso ad una gamma di percezioni che erano già mie pur non avendone coscienza. E grazie a lei, grazie al suo modo di cantare al mondo, mi sentivo compreso, curato, perdonato”.


A sugellare questo racconto privato anche tre pezzi da novanta del jazz italiano: il contrabbasso di Luca Bulgarelli, il pianoforte di Pietro Lussu ed il clarinetto di Gabriele Mirabassi, che con sapiente misura ed smisurata intensità procurano di creare le opportune stanze sonore per brani come “I’m A Fool To Want You”, “The Very Thought Of You” o “You’ve Changed” – tanto per citarne alcuni – nelle quali la voce onirica ed evocativa di Barbieri possa muoversi con libertà ed incisività, e possa scrivere la sua personalissima e palpitante lettera a Billie.