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Da Cesenatico alla vetta del Cimone prima in bici e poi di corsa






FANANO



Dal livello zero del mare al punto più alto dell'Emilia Romagna, come omaggio alla sua regione e con nel cuore sempre un'importante causa benefica. Ha lasciato il segno un'altra volta l'ironman forlivese Sandro Valbonesi, con un'impresa delle sue: ieri è partito alle 7 da Cesenatico in bici per raggiungere alle 17.10 in trail running la vetta del Cimone, a quota 2.165 metri.



La bellezza di 215 chilometri in 11 ore consecutive, tra bicicletta e corsa a piedi, nell'ambito di un dislivello complessivo di 3mila metri. È l'itinerario che ha scelto in questo 2020 nell'ambito del suo encomiabile “Progetto Liferunner”, che ogni anno a partire dal 2011 lo porta su tracciati sempre diversi, ma ugualmente epici, per raccogliere fondi a favore dell'Irst di Meldola, l'Istituto romagnolo per lo studio e la cura dei tumori che dieci anni fa curò sua mamma. Nel 2018 pedalò da Savona a Cervinia (260 km) e dopo un rapido ristoro iniziò una scalata a piedi di 7 km fino alla vetta del Monte Cervino, a 4.478 metri (2.478 di dislivello).



E il prossimo anno è intenzionato a fare la stessa cosa con la Savona-Monte Rosa. In mezzo, c'è scappata questa Cesenatico-Monte Cimone grazie allo “zampino” di Gilberto Benassi. Molto amico Sandro, il titolare della Climax Materassi di Forlì è sempre rimasto molto legato alle nostre montagne, in particolare a Fanano, di dov'erano originari (in particolare di Casa Bonucci, sopra Serrazzone) suo papà Aderiano e suo nonno Cesare, che fecero nascere (nel 1957) e sviluppare la ditta, andando lontano in tutti i sensi.



«Ma le radici sono sempre rimaste a Fanano – sottolinea Gilberto – dove siamo venuti, e continuiamo a venire, spesso, specie d'estate. Così quando ho sentito da Sandro che quest'anno voleva fare qualcosa di speciale per la nostra regione alla fine del lockdown, gli ho proposto un percorso dal punto più basso a quello più alto dell'Emilia Romagna, e la cosa gli è piaciuta subito».



Detto, fatto: si è partiti in quattro e quattr'otto con l'organizzazione (a cura della Sport Academy), che ha visto il sostegno anche di altri sponsor (Sixs, Lifecode, Zinc Crom Imola, Elektra) e il patrocinio del Comune di Fanano, oltre a quelli di Cesenatico e Forlì. Alle 7 il via dal monumento dedicato a Marco Pantani, in via Carducci a Cesenatico, poi alle 13 l'arrivo a Fanano in piazza Corsini, dove Valbonesi ha trovato attenderlo la moglie Lisa e il figlio Luca, nonché il sindaco Stefano Muzzarelli per i saluti ufficiali. La tirata finale sul Cimone (via alle 13.15, percorso di 25 km) è stata a 5: al suo fianco oltre agli amici romagnoli Marco Mengozzi e Nicola Morolli, Sandro ha avuto l'ironman locale Giulio Piana e Riccardo Turchi, che ha accolto i runners a Cima Tauffi con un piccolo ristoro e poi è andato con loro in vetta. Dove a fare gli onori di casa al gruppo è stato il tenente colonnello dell'Aeronautica Antonio Vocino, comandante del Camm Cimone. «Stanco? Ma no, più che altro soddisfatto - ha detto Sandro a pochi minuti dall'arrivo - è stato un percorso bellissimo in una giornata splendida, e sono riuscito a rispettare in pieno i tempi. Ringrazio tutti per l'accoglienza stupenda, la porterò sempre nel cuore». —





 


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