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Celiachia a Modena. Una «malattia sociale» in crescita Da luglio c’è il buono digitale


MODENA Patologia sistemica (enteropatia immuno-mediata) causata dal glutine in soggetti geneticamente predisposti la celiachia dal 2005 risponde alla voce “malattia sociale”. Nel 2107 è stata inserita nella rosa delle patologie croniche invalidanti. Si manifesta in modo multiforme con sintomi gastrointestinali aspecifici e/o con evidenze extra-intestinali tra cui anemia sideropenica, stanchezza cronica, calo di peso per malassorbimento, osteoporosi, ritardo puberale. Può essere anche silente, cioè priva di sintomatologia peculiare. L’unico trattamento efficace si traduce in una rigorosa dieta senza glutine. Dieta che deve essere seguita per tutta la vita prestando attenzione alle contaminazioni.







«Anche un cucchiaio utilizzato per mescolare una pasta glutinosa rappresenta un rischio» puntualizza Francesca Obici, presidente della sezione modenese di AIC (Associazione italiana celiachia). Forte di 11 sedi in Emilia Romagna AIC segna la differenza anche al tempo di Covid. «Il lockdown ha creato disagio nell’approvvigionamento di prodotti senza glutine. Soprattutto a coloro che abitano in zone periferiche, meno fornite rispetto alla città. Siamo però riusciti ad ottenere che, a partire da maggio, i buoni erogati dal sistema sanitario nostrano fossero spendibili anche fuori regione. Inoltre, sino ad agosto, il buono non speso nel mese di validità potrà essere utilizzato in quello successivo». Buono che, grazie alla tenacia di AIC, dallo scorso primo luglio in Emilia Romagna è digitalizzato, ossia sostituito da un codice numerico che consente ai celiaci di acquistare prodotti alimentari sicuri tanto nelle farmacie quanto nei negozi convenzionati presenti sull’intero territorio regionale.







Ecco dunque che l’Emilia Romagna si rivela virtuosa. «Tra l’altro la nostra regione è stata pioniera nell’aprire laboratori artigianali dedicati ai celiaci» aggiunge Obici. In Italia si stima che la prevalenza della celiachia sia intorno all’1%, percentuale che corrisponde a circa 600.000 casi. Di questi solo 214.000 o poco più risultano diagnosticati. A Modena i celiaci sono 3.211. 2.192 donne, 1.019 uomini (dati del 2019 che confermano la maggiore incidenza femminile). Entrando del dettaglio: 83 sono i celiaci nella fascia d’età 6 mesi-5 anni, 205 in quella 6-9 anni, 320 tra i 10 e i 13 anni, 327 tra i 14 e i 17 anni, 1994 nella fascia 18-59 anni. 282 sono invece i malati di celiachia con un’età superiore, o uguale, a 60. Negli ultimi anni i casi sono stimati in aumento. Un aumento dovuto senza dubbio a diagnosi sempre più puntuali. Ma per cui vengono anche chiamati in causa sia i fattori ambientali, sia un’eccessiva presenza di glutine nei prodotti di fattura industriale. Tesi però tutte da dimostrare. —



adm



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