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Castelfranco. Quel tortellino conteso: «Spesso tra i due litiganti è il terzo a godere»


CASTELFRANCO Ma quanto sono divertenti le diatribe tra Modena e Bologna? Tanto. Se interpretate con il giusto spirito, davvero tanto. Dal calcio al volley nei tempi che furono, passando per quelle questioni storiche che addirittura spostano le lancette indietro di secoli. Alla tremenda battaglia di Zappolino con tanto di “Secchia rapita”. E poi c’è lui, il re indiscusso delle tavole, il simbolo di una comunità che sta proprio nel mezzo: il tortellino.





Nato a Castelfranco che era terra bolognese e che poi è diventata modenese. Il tortellino che finisce nei piatti delle case e dei ristoranti di tutte le due provincie. Ricette diverse, questione di dettagli. A volte la differenza sta solo in una lonza scottata (a Bologna) o no (a Modena). Quindi tortellini di Bologna o tortellini di Modena?



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La risposta, più semplice di tutte, la dà Luca: «Facciamo così. Tra i due litiganti il terzo gode: Castelfranco». Luca, che di cognome fa Ceroni, è seduto in un bar del centro di Castello. In città si discute, sempre in maniera molto “leggera”, della vicenda legata all’iniziativa dell’associazione bolognese Tour-Tlèn, che è attiva nella promozione del prelibato prodotto e che ha deciso di adoperarsi in un nuovo scatto.





Procedere con la richiesta della Denominazione Comunale, la De.Co. Un’operazione di marketing che darebbe a Bologna una certa visibilità, almeno questa è la sensazione. Sensazione più che giustifica. E da Modena? Chiederanno la De.Co. per “ribattere” ai rossoblù?



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Un parere, e che parere, arriva dallo chef stellato Luca Marchini che, oltre far parte del Consorzio Modena a Tavola, è l’anima dell’Erba del Re in zona Pomposa: «Prima di tutto mi sembra doveroso fare i miei complimenti ai colleghi bolognesi e alle istituzioni di Bologna. L’iniziativa è importante e mi piacerebbe che anche Modena percorresse una strada di questo tipo. Già 10 anni fa avevamo pensato di dare un’identità al tortellino, volevamo addirittura istituire un Igp. Allo stesso tempo sarebbe bello dare un respiro più ampio.





Non “imbrigliare” il prodotto sotto un solo campanile. Mi spiego. Non mi pare malvagio unire più forze insieme. Penso, infatti, che un coro sia sempre più potente di una voce singola. Quindi non Modena o Bologna, ma Emilia». Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Corghi chef de Il Luppolo e l’Uva oltre che presidente di Modena a Tavola: «Il tortellino - sono le sue parole - unisce con il suo nodo. Ognuno ha il suo tortellino, che cambia a seconda del pianerottolo. L’obiettivo è che non sia di Bologna o di Castelfranco, ma nemmeno di Modena. L’obiettivo è che sia di tutti, di promuoverlo a livello più ampio. A livello di regione».







Dopo un punto di vista modenese tocca a Castelfranco. Che, tornando a Luca, deve ritagliarsi il ruolo di “terzo incomodo”. Parola dunque a Gianni Degli Angeli, cultore del tortellino (rigorosamente in brodo), oltre che anima dell’associazione “La San Nicola”: «Nessuno scippa il tortellino a Castelfranco. La De.Co. dei ristoratori di Bologna è un marchio di promozione commerciale. Sotto le Due Torri sono ovviamente liberissimi di fare quello che meglio credono. Ci mancherebbe. Noi qui a Castelfranco siamo al lavoro da anni per la promozione. A dimostrarlo sono i fatti. Non a caso il tortellino tradizionale di Castelfranco Emilia è un’eccellenza riconosciuta da tutti, anche da uno chef del calibro di Massimo Bottura. Da sempre facciamo promozione al territorio sia di Modena e a Bologna, perché tra i prodotti del ripieno c’è il meglio delle due province, che vantano innumerevoli prodotti dop e riconosciuti. Anche quest’anno il tortellino di Castelfranco sarà protagonista della storica Sagra che è giunta alla 39esima edizione e che l’anno scorso ha superato i 60mila visitatori. Dal 4 al 13 settembre, Castelfranco continuerà a unire tutti gli estimatori del tortellino. Rigorosamente in brodo, ovviamente». Un assist a Degli Angeli arriva da un’altra giovane. L’età è più o meno quella di Luca, il tavolino del bar è praticamente lo stesso: «Tortellino? - dice Fabiana Renzo - Castelfranco. Ma scusate c’è anche il monumento. Più di un monumento cosa ci dovrebbe essere...». Obiezione accolta. Anzi, proprio Degli Angeli aggiunge non senza un pizzico di orgoglio: «Un omaggio al tortellino finanziato in parte da “La San Nicola” e in parte dagli amici della Dotta Confraternita del tortellino di Bologna. Ecco, questa è la nostra De.Co. Come del resto lo è la Sagra». —



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