Modena.press

Tutte le notizie su Modena e dintorni

Cerca e leggi le ultime Notizie su Modena, Emilia Romagna e dintorni via Rss

News dai principali organi di informazione in costante aggiornamento

Castelfranco. Anziani raggirati dall’avvocato «Prelievi per 398mila euro»






castelfranco. Quando il maresciallo della Guardia di Finanza esamina il secondo caso si intuisce il dramma che 14 famiglie hanno affrontato in questi anni, costrette a vivere con l’angoscia di migliaia di euro di debiti a fronte della convinzione che i loro cari riuscissero a pagare le rette e le spese grazie all’attenzione dell’amministratore di sostegno nominato dal tribunale. Ma quell’avvocato si è invece appropriato - sostiene l’accusa sostenuta dal pubblico ministero Luca Guerzoni, ieri sostituito dal collega Marco Niccolini - di 398mila euro.



Il professionista, che non era presente in aula ma che risponderà alle sollecitazioni delle parti e del collegio presieduto da Angelo Gin Tibaldi nella prossima udienza fissata in aprile (sentenza attesa per l’11 luglio), è infatti accusato di peculato. Di fatto si sarebbe intascato gran parte dei soldi dei 14 assistiti, utilizzando i loro conti correnti a proprio piacimento, forte dell’incarico ottenuto.



Lo ha fatto notare Ciro Esposito, maresciallo delle Fiamme Gialle, chiamato a testimoniare in aula. Due casi sono stati ricostruiti nel dettaglio prima che intervenisse l’accordo tra accusa, difesa e parti civili (rappresentate dagli avvocati Francesca Malagoli, Raffaella Guernieri, Marco Sgarbi e Alessandra Lolli) di acquisizione della relazione esaustiva della Finanza, e senza analisi pubblica.



Ebbene, il maresciallo ha ricostruito lo stato economico di uno dei 14 ospiti della casa residenza “Delia Repetto”, svelando l’indagine partita dalla segnalazione del nuovo amministratore di sostegno, sostituto dell’avvocato nonantolano. A fronte di oltre 122mila euro di prelievi totali (43mila euro in contanti e il resto tra assegni e bonifici) che sarebbero serviti al benessere del paziente, gli investigatori si sono trovati di fronte ad una situazione debitoria di oltre 26mila euro per le rette non pagate alla casa di riposo, ad una cooperativa sociale e per le spese del condominio dove l’uomo aveva una proprietà immobiliare. E a fronte delle varie contestazioni l’avvocato avrebbe prodotto “documenti generici, appunti manoscritti e scontrini senza alcun riferimento diretto all’assistito” che non hanno convinto gli inquirenti. È proprio l’ingente prelievo di contanti che ha ulteriormente insospettito le Fiamme Gialle.



La stessa condizione debitoria è riscontrabile anche per altre vittime del peculato, avvenuto tra gli anni 2008 e 2012. Ma nel corso del dibattimento è emerso anche una perquisizione effettuata presso il domicilio dell’avvocato dove si è proceduto a sequestrare diversi documenti e a un successivo sequestro preventivo a garanzia dei soldi distratti dalla disponibilità degli anziani.



«Per i nostri ospiti - ha spiegato un’ex operatrice della “Delia Repetto” chiamata a testimoniare - la retta mensile comprendeva praticamente ogni tipo di assistenza, fatta eccezione per un po’ di vestiario e l’assistenza durante i ricoveri o le visite in ospedale». Una testimonianza, sollecitata dall’avvocato Francesca Malagoli, che si inserisce nella tesi accusatoria secondo cui non vi era alcun motio di prelevare così tanti soldi delle vittime, giustificandoli come spese necessarie al quotidiano sostegno degli ospiti della casa di riposo. —