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Case di riposo modenesi, boom di guarigioni Regione al lavoro per avviare la Fase 2


MODENA Qualcuna, come la Cisa di Mirandola, ha già raggiunto lo status di “Covid free”, e nei giorni scorsi si è concessa una piccola “festa” - ovviamente rispettando le distanze - per l’importante risultato ottenuto. Ma i numeri più significativi vengono dalle realtà che magari qualche contagio “attivo” ce l’hanno ancora, ma solo un mese fa si trovavano in una situazione drammatica: restando nella Bassa, è il caso della “Augusto Modena” di San Felice, una delle strutture della provincia più colpite dal virus, che al momento conta solo tre ospiti positivi.



Se sabato scorso la provincia di Modena ha finalmente registrato il dato più atteso dall’inizio dell’emergenza Coronavirus - zero contagi, zero decessi - anche le case residenza per anziani, ovvero il luogo più colpito dal virus, con circa un terzo dei decessi totali della provincia, si stanno lasciando alle spalle la fase più critica.



La conferma arriva anche dai dati diffusi dal sindaco di Modena e presidente della Conferenza sociosanitaria Gian Carlo Muzzarelli durante l’ultimo Consiglio comunale: «Nelle 52 strutture accreditate sul territorio provinciale - ha fatto sapere il primo cittadino, che domani in aula fornirà un nuovo bollettino - sono 14 le Cra nelle quali si è verificata la presenza del virus, a cui se ne aggiunge una non accreditata. Delle 16 strutture presenti sul territorio comunale, invece, tre sono quelle interessate dal contagio - ha detto ancora Muzzarelli - attualmente ci sono in tutto 25 ospiti positivi al virus isolati in struttura, mentre sono complessivamente 34 i decessi, e d’altra parte si registra anche un segnale positivo: sono 41 gli ospiti guariti dal virus». Il sindaco e presidente della conferenza sociosanitaria ha quindi fatto sapere che «in tutte le Cra della provincia, come nelle strutture per disabili, si stanno svolgendo in maniera massiccia i test sierologici agli operatori, e il sostegno alle strutture è continuato sul fronte del personale, della telemedicina e della fornitura di dispositivi di protezione personale (oltre 83mila le mascherine fornite)».



La situazione, insomma, è completamente cambiata rispetto a quella di aprile, quando alcune strutture hanno vissuto situazioni drammatiche, portando a diverse denunce e alle conseguenti ispezioni dei Nas, come quella avvenuta a inizio maggio alla Opera Pia Castiglioni di Formigine.



Detto questo, per le residenze per anziani modenesi - così come per tutte quelle dell’Emilia Romagna - la “fase 2” dell’emergenza non è ancora arrivata: come previsto dalla Regione, le visite sono ancora vietate in tutte le strutture, comprese le 38 realtà provinciali che sono rimaste “Covid free” fin dall’inizio. I familiari degli ospiti, insomma, non hanno ancora potuto vedere i loro cari, mentre dall’altra parte gli anziani entrati da poco nelle graduatorie sono stati “congelati”: così come è rischioso fare entrare i parenti in una struttura, lo è anche dare il via libera all’ingresso di nuovi ospiti, e di conseguenza gli ingressi sono stati bloccati.



Ma quanto durerà ancora la “fase 1” per le Cra? Al momento la Regione, insieme alle Asl provinciali dell’Emilia Romagna, sta lavorando ad una proposta per riaprire le strutture alle visite dei parenti: la linea guida resta però la massima prudenza, e di conseguenza la bozza alla quale l’assessore alla Sanità Raffaele Donini sta lavorando prevede visite programmate e contingentate. Per quanto riguarda i tempi, al momento non c’è ancora una data certa per l’apertura, ma se il trend dei contagi e quello delle guarigioni continueranno a essere questi, è probabile che anche le case di riposo modenesi possano aprirsi a breve alla “fase 2”. —





 


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