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Carpi, nuova aggressione al mini market etnico


CARPI. Non c’è pace per il market etnico di via Ciro Menotti, finito nel mirino di giovani malintenzionati che, oltre a non pagare il conto, riempiono di botte i titolari.



Il nuovo caso si è verificato nella notte fra lunedì e martedì quando i residenti di via Menotti, in pieno centro storico, sono stati svegliati di soprassalto dai rumori provenienti dal negozio sotto casa. Quattro giovani sono entrati all’Ab Shop, questo il nome dell’esercizio. Dalle descrizioni fornite avranno avuto tutti al massimo 18 anni e, da quanto riferito dal proprietario, si tratterebbe di stranieri.



I quattro si sono introdotti a tarda ora nel negozio con l’intenzione di portare via del cibo. Solo che, al momento di pagare, hanno tergiversato, tentando di sottrarre la spesa all’esercente il quale ha opposto un fermo rifiuto. Il risultato è che è stato preso a calci e pugni. L’esercente conferma l’episodio e nella mattinata di ieri riportava ancora un livido intorno all’occhio sinistro. «Non mi sono rivolto al Pronto soccorso - spiega - Ho cercato di curarmi da solo. Sono entrate alcune persone che non volevano pagare. Avevano alcuni prodotti in mano e li volevano gratis, ma questo non va bene», conferma e poi tenta di smorzare i toni. «Conosco quelle persone e non so se sporgerò denuncia».



Fatto sta che del caso se ne sta occupando la Polizia: gli agenti stanno indagando per ricostruire con esattezza l’episodio.



Soltanto poche settimane fa, lo stesso mini market etnico era stato soggetto a una sospensione nell’attività di 15 giorni: il proprietario, infatti, era stato sorpreso nella vendita di alcolici a minorenni.



Ancor prima, nel gennaio di quest’anno, lo stesso esercizio era stato teatro di un’altra azione sanguinosa: il padre del ragazzo aggredito tra lunedì e martedì, Jamal Babar, 47 anni, era stato pestato da un ucraino di 22 anni. L’aggressore si era avvicinato all’esercente, intorno all’una, chiedendogli l’incasso, che ammontava a mille euro. Jamal aveva rifiutato di consegnarglielo, così l’ucraino su tutte le furie e si era accanito con violenza inaudita contro il negoziante. «Credevo di morire, ho avuto una paura terribile» aveva confidato Jamal, portato al Ramazzini per far fronte ai numerosi danni fisici riportati dall’assalto, dopo il quale si era resa necessaria una prognosi di 30 giorni. «Non era armato, ma si è avventato su di me dandomi calci e pugni con una ferocia incredibile. Sembrava non finisse mai, sono rimasto sotto quei colpi per un’ora. Infinita».



Nei giorni scorsi, poi, spostandosi in via Don Davide Albertario, si è verificata una rapina: prima dell’apertura, un bandito dal volto travisato si è presentato al bar Mia e ha puntato il coltello contro il barista per avere l’incasso. Tutto è avvenuto in pochi secondo, senza che qualcuno si accorgesse di nulla.



A metà luglio, poi, al Caffè dei Pio, chiuso per sette giorni e assaltato da un’auto “ariete” nella notte fra domenica e lunedì, durante una lite tra stranieri uno di questi ne ha accoltellato un altro, non gravemente. Ed è stato denunciato. —





 


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