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Carpi, caos polo scolastico, assembramenti e macchine in coda davanti agli istituti



Ore 7.50 di un normale sabato mattina di autunno in via Peruzzi, la strada su cui sorgono la maggior parte delle scuole superiori della città. Le auto sono in coda davanti a liceo, Itis Da Vinci e Vallauri. Gli studenti scendono, iniziano a parlare con i loro compagni, alcuni senza mascherina. In gruppo raggiungono l’ingresso delle scuole, mentre gli autobus fanno lo slalom per evitarli mentre raggiungono la stazione delle corriere.

«Chiediamo al Comune che vengano convocati i volontari di Protezione civile come i primi giorni - dice un genitore - I nostri figli spesso non hanno la maturità per gestire l’ingresso a scuola in modo ordinato. Andrebbero scaglionati con maggiore attenzione gli orari, per evitare assembramenti, anche alla luce dei nuovi casi di positività riscontrati giorno dopo giorno in classe».

«È da anni che porto i miei figli a scuola - aggiunge una mamma - Le misure anticontagio, assolutamente indispensabili, fanno tuttavia emergere ancor di più il disagio del traffico delle auto davanti agli istituti superiori. Perché si devono rispettare le distanze, ma così finisce che i ragazzi sono sempre più in mezzo alla strada, in pericolo tra le auto in transito».

«Perché i genitori non fanno andare i figli a scuola in bicicletta? Ormai sono grandi, se vanno alle superiori», si chiede un papà.

Il problema è particolarmente sentito anche dagli autisti degli autobus che, dopo i nuovi casi di positività, sono sempre più preoccupati per lo stretto contatto con il pubblico imposto dal loro lavoro.

«Non ci è stato riferito se i casi di positività sono utenti dei mezzi pubblici o se li hanno utilizzati in passato per raggiungere i propri istituti scolastici - spiega Angelo Salfa, autista Saca e sindacalista Uil - Dopo settimane dall’inizio delle scuole, la stazione delle corriere di via Peruzzi e quella ferroviaria rappresentano i punti più sensibili. A oggi non ho ancora visto un agente che controlli. Non capisco perché non si possano utilizzare i beneficiari del reddito di cittadinanza per far rispettare le regole in vigore. Perché sui mezzi pubblici si rischia davvero di essere contagiati. Sono anni che segnalo le problematiche dovuti al traffico veicolare in via Peruzzi negli orari di entrata e uscita degli studenti. Non c’è un nessuno a regolarizzare il traffico come non c’è nessuno a verificare il rispetto delle normative in vigore per contrastare i contagi Covid. Possibile che per via Peruzzi non si riesca a trovare una soluzione?».


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