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Bonus incassati, la Lega “congela” il suo consigliere regionale Bargi






Sospensione doveva essere, e sospensione - immediata - è stata. Stefano Bargi, 31enne sassolese e consigliere regionale della Lega finito al centro del “caso 600 euro” per aver chiesto e ottenuto il bonus Inps per le partite Iva, è stato messo in stand-by dal partito. «Il provvedimento disciplinare - conferma Matteo Rancan, capogruppo in Assemblea legislativa - è identico a quello assunto per i deputati che si trovano nella medesima situazione. L’immagine della Lega e la buona volontà di migliaia di sostenitori - sottolinea - non possono essere offesi da comportamenti sconvenienti, per quanto del tutto legali».





Ad attaccare ieri è stato soprattutto il Pd: «La politica senza etica è uno spettacolo inguardabile - è l’affondo di Davide Fava, segretario provinciale dem - «caro consigliere Bargi, apprendiamo dai media che lei è uno di quei “furbetti” che hanno usufruito, legalmente ma del tutto impropriamente, per ben due volte, del bonus da 600 euro previsto per i lavoratori autonomi in difficoltà.





Lei sostiene che è stata la sua associazione di categoria, automaticamente, a farne richiesta: risulta però che per tali operazioni occorra la firma del lavoratore autonomo». Fava ricorda quindi a Bargi che «ai primi di aprile lei aveva sostenuto che i 600 euro avrebbero dovuto arrivare automaticamente dalle banche, tranne naturalmente “coloro che teoricamente non ne hanno diritto” (redditi superiori a un tot...)”.



Ecco- prosegue Fava - ci risulta che i suoi redditi siano superiori a un tot, e siano a carico di tutti gli emiliano-romagnoli. La classe politica che lei sta screditando è fatta anche da amministratori seri e responsabili che per poche centinaia di euro al mese amministrano le loro comunità: quello che distingue lei e i suoi settemila euro al mese da un sindaco di un Comune di piccole dimensioni è lo stato di bisogno che legittima la richiesta del contributo pubblico, la legittima non dal punto di vista legale, ma dal punto di vista dell’etica di chi ritiene di lasciare quelle risorse per chi ne ha più bisogno. La politica senza etica è uno spettacolo inguardabile, indipendentemente da partito interessato» .



Ad attaccare è anche l’ex senatore Carlo Giovanardi, che dopo aver premesso che «è in corso una disgustosa caccia alle streghe guidata da pentastellati “scappati di casa”», ricorda che Bargi «era responsabile provinciale della Lega lo scorso anno, quando fece saltare l’accordo del centrodestra a Modena mettendo il veto sullo lista di “Idea”, perché il nostro segretario provinciale, avendo subito il furto di tutte le attrezzature in un locale appena aperto, non era stato in grado di saldare i fornitori. Personalmente non accetto i termini di delinquenti, mascalzoni, ladri, appioppati ai parlamentari e ai consiglieri che hanno chiesto il bonus, ma non ne posso più di quelli che fanno i moralisti in casa d’altri e i tolleranti quando si tratta dei loro comportamenti». —





 


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