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Abortisti e pro vita, scontro in Consiglio comunale a Modena


MODENA. Di certo è stato uno dei consigli comunali più partecipati di sempre, tanto che alle 16.30, quando lo spazio in aula iniziava a scarseggiare, la presidente Maletti ha fatto notare ai presenti che per arrivare al dibattito in questione sarebbe servita ancora un’ora. Un appello caduto nel vuoto, visto che le due fazioni non si sono mosse di un millimetro, occupando tutta l’aula.



Modena, le donne in Consiglio comunale per difendere la legge sull'abortofoto da Quotidiani localiQuotidiani locali



Da una parte bocche cucite - in senso letterale, dal momento che qualcuno si è presentato con la bocca coperta dallo scotch - e cartelli con scritto “La vita è un dono di Dio dall’inizio alla fine”, dall’altra donne vestite con abiti monacali in segno di protesta e un enorme striscione firmato Cgil: “Legge 194 - si leggeva - noi non obblighiamo ad abortire, ma voi non la potete abolire”. Uno scontro tra antiabortisti e associazioni femminili andato in scena ieri pomeriggio in consiglio comunale, portando oltre 200 persone in aula, per una seduta piuttosto vivace, con diversi slogan urlati e qualche battibecco, anche se la situazione è sempre rimasta sotto controllo.



Spuntano striscioni e cartelli, mentre diverse donne arrivano vestite da ancelle in armonia ai costumi della serie Handmaid's Tale, come era già capitato qualche mese fa in consiglio comunale a Verona durante un dibattito analogo. «Il consiglio comunale è pacificamente invaso da donne e uomini a difesa della Legge 194. Una bella pagina per la nostra città», enfatizza via Facebook la giunta Muzzarelli, per iniziativa dell'assessore al lavoro Andrea Bosi, pubblicando foto del presidio. Presenze che hanno accompagnato il lunghissimo dibattito che ha seguito la presentazione di tre ordini del giorno sulla 194, la legge del 1978 che ha depenalizzato e disciplinato le modalità di accesso all'aborto, presentati da Pd, Sinistra unita Modena (entrambi sono stati approvati) e Lega (bocciato). Un dibattito che ha portato a prese di posizione “di bandiera” e anche a qualche momento di tensione, in particolare quando il consigliere di Forza Italia Adolfo Morandi ha fatto notare che «l’aborto è un infanticidio - queste le sue parole - e la stessa legge 194, oltre a prevedere i consultori, ha previsto anche l’obiezione di coscienza per i medici. Bisogna capire che la vita è un bene indisponibile - ha aggiunto il consigliere Morandi tra i fischi delle associazioni femminili e gli applausi delle “sentinelle antiabortiste” - mentre lo Stato difende sempre e comunque la vita, come prevede la nostra Costituzione». Molto dura con la Lega la consigliera dem Federica Venturelli: «Proprio voi parlate di vita - ha attaccato - e dire che ogni giorno lasciate tante persone morire in mare...». —